Meduse: nemiche o amiche?

Meravigliose e velenose, impalpabili ed eleganti fluttuano nei mari di tutto il pianeta dalla notte dei tempi. Sono le meduse, tanto ammirate quanto temute non solo dall'uomo, ma anche dagli altri abitanti marini. Ma non tutte sono pericolose: mentre alcune specie si nutrono di uova e giovani pesci, altre ospitano tra i loro tentacoli orde di piccoli pesci e crostacei garantendo loro riparo e sicurezza. E sono praticamente innocue anche per noi. In questa fotogallery vi guidiamo alla scoperta della Cotylorhiza tuberculata, una delle più belle meduse del Mediterraneo, attraverso le foto di Carlo Natali, un lettore di Focus.

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Si fa presto a dire "medusa": delle circa 7.000 specie conosciute ce ne sono di molto grandi e di piccolissime, di urticanti e di innocue, di meravigliose e di anonime, di coloratissime e di trasparenti. Ma soprattutto non tutte hanno lo stesso rapporto con gli altri abitanti del mare. Non è vero infatti, come comunemente si crede, che la presenza delle meduse possa influire negativamente sulla prosperità delle popolazioni marine. Questi primitivi organismi multicellulari funzionano come "filto del mare" e ricoprono un ruolo di primo piano nel mantenimento della salute della biodiversità marina contribuento a bilanciare le catene alimentari.

Tuttavia, non tutte le meduse sono benvolute dai propri vicini di casa. Alcune specie come la medusa luminosa (Pelagia noctiluca), non sono infatti benviste per la loro abitudine di nutrirsi di uova e larve, giovani pesci e crostacei (ma ci sono anche altre meduse carnivore: scoprile qui).
Ma altre specie, come la Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata) di queste foto e il Polmone di mare (Rhizostoma pulmo) sono spesso accompagnate da orde di piccoli pesci che trovano tra i loro tentacoli un rifugio confortevole.

Le incredibili immagini che vi presentiamo sono state catturate in Croazia da Carlo Natali, un affezionato lettore di Focus.

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La Cotylorhiza tuberculata è molto diffusa in tutto il Mediterraneo, specialmente nelle baie. Anche quest'anno, secondo gli avvistamenti segnalati da MeteoMeduse, ha popolato i mari italiani con una predilezione per quelli più meridionali, mentre rare segnalazioni provengono dall'Adriatico.

Ma cos'è MeteoMeduse? Nasce come monitoraggio scientifico del fenomeno, ma rappresenta soprattutto un servizio messo a disposizione da Focus.it per tutti i turisti e i bagnanti che possono segnalare eventuali avvistamenti e visualizzare sulla mappa quelli raccolti.

L'invasione delle meduse giganti: ecco perché.

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I piccoli pesci che circondano questo esemplare di Cotylorhiza tuberculata trovano rifugio tra i suoi tentacoli, poco urticanti anche per l'uomo (ma è sempre meglio non toccarla).
Ma non tutte le meduse sono gentili come la Cassiopea mediterranea: alcune specie sono molto pericolose, addirittura mortali.

Perchè le meduse, se messe in un acquario, muoiono in poche ore?

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Oltre a essere una delle specie più belle dei nostri mari, la Cassiopea mediterranea è anche una tra le più grandi, raggiungendo i 30 cm di diametro.
Il suo ombrello, dalla caratteristica forma a disco, è molto rigido e tondeggiante al centro, dove assume una colorazione gialla o rossastra.

La medusa eterna che non invecchia e non muore: è l'invidia di molti e si sta diffondendo in tutti gli oceani del pianeta.

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La parte più esterna dell'ombrello, di colore giallo o talvolta verdastro per la presenza di alghe zooxantelle, è mobile e frastagliata e le consente di muoversi grazie alle sue vigorose pulsazioni.

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Sotto all'ombrello, il manubrio sembra un bouquet di fiori colorati: composto da otto braccia orali, si divide in numerosissimi corti tentacoli che terminano con bottoni blu-viola. Alcuni tentacoli, anch’essi terminanti con bottoni blu, fuoriescono dal manubrio.

Sesso in fondo al mare: come fanno calamari, meduse e altre curiose creature degli abissi? Scoprilo qui.

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Oltre che con pesciolini - spesso si tratta di Seriola dumerili, la comune ricciola - e piccoli crostacei, la Cotylorhiza può convivere anche con microalghe, come le zooxantelle, che vivono in simbiosi sui tessuti della medusa proprio come fanno normalmente con i coralli delle barriere coralline tropicali.
Ed è un ospite davvero premuroso: per favorire la fotosintesi delle alghe simbionti, infatti, la medusa nuota molto vicina alla superficie dell'acqua.
E proprio queste piccolissime alghe presenti nei tessuti della medusa le conferiscono la sua caratteristica colorazione bruno-giallo.

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In questa fotografia si nota bene la forma dell'ombrello a disco con la parte più esterna piatta e rialzato a cupola al centro, mentre il margine dell'ombrello è sfrangiato.

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Nonostante le sue grandi dimensioni, i tentacoli della Cotylorhiza sono poco urticanti per l'uomo, rendendola pressochè innocua (ma è sempre bene evitare ogni tipo di contatto).
La sua ampia diffusione in quasi tutto il Mediterraneo rende gli incontri con questa meravigliosa signora del mare molto frequenti, con la possibilità di scattare facilmente incredibili foto come queste anche facendo un tranquillo bagno con la propria famiglia.

Brividi in gelatina: una carrellata di meduse in posa davanti all'obiettivo.

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Il liquido urticante contenuto nei tentacoli delle medure è solitamente costituito da una miscela di tre proteine: una a effetto paralizzante, una con effetto infiammatorio e una neurotossica.
Anche se la Cotylorhiza è pressochè innocua, il contatto con altre specie di meduse presenti in abbondanza nei nostri mari può provocare lesioni anche importanti e, in alcuni casi, reazioni allergiche che possono sfociare in gravi shock anafilattici.
In caso di incontro troppo ravvicinato con una medusa è sempre bene uscire dall'acqua immediatamente, non grattarsi e sciacquare la parte con abbondante acqua di mare (non dolce!) diluendo così la tossina non ancora penetrata. Se non si dispone di mezzi di medicazione idonei - gel astringente a base di Cloruro d'Alluminio - evitare comunque i rimedi fai da te come applicare pietre calde, strofinare la sabbia o utilizzare ammoniaca, aceto, alcol o altro: non solo non funzionano, ma addirittura peggiorano la situazione.

Per evitare spiacevoli - e dolorose - conseguenze è meglio non farsi cogliere impreparati. Ecco  tutte le risposte degli esperti alle domande di bagnanti, pescatori e turisti.

Si fa presto a dire "medusa": delle circa 7.000 specie conosciute ce ne sono di molto grandi e di piccolissime, di urticanti e di innocue, di meravigliose e di anonime, di coloratissime e di trasparenti. Ma soprattutto non tutte hanno lo stesso rapporto con gli altri abitanti del mare. Non è vero infatti, come comunemente si crede, che la presenza delle meduse possa influire negativamente sulla prosperità delle popolazioni marine. Questi primitivi organismi multicellulari funzionano come "filto del mare" e ricoprono un ruolo di primo piano nel mantenimento della salute della biodiversità marina contribuento a bilanciare le catene alimentari.

Tuttavia, non tutte le meduse sono benvolute dai propri vicini di casa. Alcune specie come la medusa luminosa (Pelagia noctiluca), non sono infatti benviste per la loro abitudine di nutrirsi di uova e larve, giovani pesci e crostacei (ma ci sono anche altre meduse carnivore: scoprile qui).
Ma altre specie, come la Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata) di queste foto e il Polmone di mare (Rhizostoma pulmo) sono spesso accompagnate da orde di piccoli pesci che trovano tra i loro tentacoli un rifugio confortevole.

Le incredibili immagini che vi presentiamo sono state catturate in Croazia da Carlo Natali, un affezionato lettore di Focus.