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Lo stetoscopio dei boa constrictor

Grazie al senso del tatto molto sviluppato, i famosi serpenti percepiscono l'affievolirsi del battito cardiaco della vittima: quando cessa, possono smettere di fare fatica...

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Grazie all'incredibile mobilità della mascella inferiore, il boa constrictor è in grado di inghiottire per intero topi, pipistrelli, uccelli e piccoli mammiferi. Photo credit: © Christer Fredriksson/Naturbild/Corbis |

Anche la vita di un temibile predatore può essere complicata. Quella del boa constrictor (Boa constrictor), per esempio, è tutta una ricerca di equilibrio tra lo stritolio delle sue vittime e la necessità di conservare le preziose energie necessarie alla sopravvivenza. Per assicurarsi di non sprecare inutili risorse durante la caccia, questo rettile - che può raggiungere i 4 metri di lunghezza e non ha veleno, ma una possente muscolatura che usa per soffocare le prede - ha sviluppato uno spiccato senso del tatto. I serpenti di questa specie sanno esattamente quando è il momento di smettere di stringere: i loro sforzi cessano nell'esatto istante in cui il poveretto avvolto nelle loro spire finisce di vivere, come dimostra uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society journal Biology Letters.

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Un'equipe di ricercatori del Dickinson College in Pennsylvania (USA) ha studiato in laboratorio il comportamento di un boa constrictor in fase di attacco. Per non mettere in pericolo topi ancora in vita, gli scienziati hanno utilizzato roditori già morti ai quali è stato impiantato provvisoriamente un cuore "finto", costituito cioè da un piccolo bulbo contenente acqua collegato a una pompa che replicava il sistema di pompaggio di un cuore vero. Questo dispositivo era controllabile a distanza.

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Speciali sensori sui corpi delle prede monitoravano la pressione delle spire del serpente. Quando gli scienziati hanno continuato a far funzionare il finto cuore, il serpente ha stretto il corpo del topo per una durata di tempo superiore a qualunque altro intervallo mai osservato in natura. Come se sentisse che il suo bottino non era ancora "pronto" per la cena. Quando invece il boa aveva a che fare con ratti morti e senza cuore finto, dopo aver avvolto l'animale con le spire subito lasciava la presa. Questi rettili, hanno scritto nel paper i ricercatori, "sentono il battito del cuore delle loro prede durante la costrizione". E quando questo cessa, smettono immediatamente di stringere, per risparmiarsi inutili fatiche.

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La scoperta di questo spiccato senso del tatto potrebbe significare che i boa constrictor sono dotati di alcune capacità sensoriali a noi finora sconosciute. Forse, ipotizzano i ricercatori, sono in grado di sfruttarlo per coordinare complessi movimenti associati alla locomozione.

 

31 gennaio 2012 | Elisabetta Intini