Animali

Agli squali ricrescono le pinne?

In questo caso eccezionale sì: uno squalo seta che vive nelle acque della Florida è stato fotografato con la pinna dorsale quasi completamente rigenerata.

La vita di uno squalo non è semplice: essere un predatore non ti mette al sicuro dagli attacchi di altri cacciatori più grossi di te, per non parlare dei danni che può provocare la vicinanza agli esseri umani. Per questo motivo, non è raro trovare squali con cicatrici anche profonde, o addirittura con pezzi mancanti, solitamente sulle pinne o sulla coda: questi pesci sono in grado di rigenerare il tessuto morto per tamponare la ferita, ma si tratta di "metterci una pezza" che non ripara interamente l'arto danneggiato.

Un caso eccezionale. Sul Journal of Marine Sciences, però, la dottoressa Chelsea Black della University of Miami racconta un caso eccezionale: quello di uno squalo seta (Carcharhinus falciformis) che aveva perso un pezzo consistente di pinna dorsale, e che nel giro di appena un anno è riuscito a rigenerarla (quasi) completamente.

Spacciato? Lo squalo seta è una delle specie di selace più diffusa al mondo, presente in tutti gli oceani (a eccezione di quelli troppo freddi, non gli piacciono le acque sotto i 23 °C). L'esemplare dello studio vive al largo delle coste della Florida, dove risiede una popolazione numerosa di squali seta, che Black studia da anni tramite tag, osservazioni dirette e anche segnalazioni da parte dei sommozzatori locali. Una di queste segnalazioni, arrivata nel 2022, faceva riferimento a uno squalo seta al quale mancava un grosso pezzo di pinna dorsale: dopo averlo individuato e osservato, Black ha concluso che probabilmente l'esemplare sarebbe morto nel giro di breve tempo, perché l'infortunio era talmente esteso da impedirgli di nuotare efficacemente.

Chi si rivede! Un anno dopo, però, un altro gruppo di sub ha contattato Black parlandole di uno squalo seta con una pinna dalla forma curiosa: la ricercatrice l'ha identificato come l'animale ferito l'anno precedente. Con una differenza, però: l'incidente originale (probabilmente causato dall'uomo) gli aveva fatto perdere circa il 20% della superficie della pinna, della quale però, un anno dopo, era ricresciuto quasi il 90%.

Nuova pinna o solo crosta? Si tratta del primo caso documentato di una rigenerazione così estensiva di una pinna, anche se per ora le nostre informazioni sul processo sono attestate solo da materiale fotografico: non abbiamo idea se la parte ricresciuta sia effettivamente fatta di nuovo tessuto delle pinne, oppure se sia semplicemente tessuto cicatriziale – come una grossa (grossissima!) crosta. Per saperne di più bisognerebbe riuscire a catturare l'esemplare e analizzare la pinna infortunata.

9 gennaio 2024 Gabriele Ferrari
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