L'insetto stecco gigante dell'isola di Lord Howe vive ancora

Il Dryococelus australis, endemico di un'isola del Pacifico, non è scomparso come si credeva: la popolazione trovata su un vicino faraglione è geneticamente identica a quella originaria.

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Due insetti stecco dell'isola di Lord Howe si danno da fare per non estinguersi. La creatura, che raggiunge i 12 cm di lunghezza, è anche chiamata aragosta di terra o degli alberi.|Rohan Cleave, Melbourne Zoo, Australia

Vedendolo così potreste anche non esserne entusiasti, ma questo grosso fasmide si unisce felicemente alla lista degli "animali Lazzaro" - le specie ritenute estinte, che a sorpresa si riscoprono vive e osservabili.

 

L'insetto stecco dell'isola di Lord Howe (Dryococelus australis) era stato dichiarato estinto circa un secolo fa, dopo che l'introduzione accidentale di ratti sull'isola del Pacifico in cui viveva ne aveva decimato gli esemplari.

 

Fratelli o cugini? Nel 2001 una piccola popolazione di questa creatura era stata riscoperta sulla Ball's Pyramid, una formazione vulcanica a 23 km dall'isola. Tuttavia le marcate differenze di aspetto tra i nuovi insetti e quelli originari, conservati nelle collezioni dei musei, avevano fatto pensare a una specie imparentata, ma diversa.

 

Verifica. Così i ricercatori dell'Istituto di Scienze e Tecnologia di Okinawa, in Giappone, hanno pensato di confrontare il DNA di Dryococelus estratto da esemplari di antiche collezioni entomologiche, messe insieme prima della presunta estinzione, con quello di alcuni discendenti degli insetti della Piramide di Ball, allevati allo Zoo di Melbourne (Australia).

 

Sempre lui. I due profili genetici differiscono per meno dell'1%, una soglia considerata accettabile all'interno di una singola specie. Lo sparuto gruppetto della Ball's Pyramid appartiene alla stessa specie dell'isola di Lord Howe, che non si era quindi ancora estinta. Lo studio è stato pubblicato su Current Biology.

 

Ritorno a casa. Le differenze morfologiche con gli esemplari da museo, che appaiono decisamente più grandi, sarebbero dovute alle condizioni di vita nell'ambiente inospitale del faraglione, più spartane e difficili di quelle dell'isola di Howe. La scoperta lascia sperare che i tentativi di reintroduzione dell'insetto sull'isola da cui proviene vadano a buon fine: non si tratterebbe infatti di inserirvi una specie simile, ma di farvi tornare quella originaria.

 

 

09 Ottobre 2017 | Elisabetta Intini