Il lemure aye-aye è il primo primate con un dito accessorio

La presenza di uno pseudo-pollice sul polso di questa creatura notturna del Madagascar è stata scoperta soltanto ora: una bizzarria anatomica che ha seguito uno strano percorso evolutivo.

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Un aye-aye saldamente aggrappato ad un ramo, durante la sua battuta di caccia notturna. | Shutterstock

Una delle più fantasiose creazioni del regno animale - l'aye-aye (Daubentonia madagascariensis), solitario lemure notturno del Madagascar, nascondeva una stranezza anatomica passata finora inosservata: un sesto dito incompleto posizionato all'altezza di ciascuno dei polsi, l'unico esempio di "dito extra" mai notato in un primate. L'insolita appendice descritta sull'American Journal of Physical Anthropology, si sarebbe sviluppata grazie a un percorso evolutivo singolare, a causa dell'iperspecializzazione - e non della perdita di destrezza - delle altre dita dell'animale.

 

Anche prima della scoperta, le zampe anteriori dell'aye-aye mostravano un aspetto singolare: il terzo e il quarto dito sono molto più lunghi degli altri, e servono a pescare vermi e larve che il lemure individua picchiettando sui tronchi, unico primate a ricorrere all'ecolocalizzazione per cacciare. Quanto al nuovo, pseudo-dito, Adam Hartstone-Rose, anatomista della North Carolina State University, l'ha trovato per caso mentre esaminava i muscoli dell'avambraccio dell'animale.

 

Curiosità animali: il lemure con sei dita
La scansione 3D di una zampa anteriore di un aye-aye, con il nuovo pseudo pollice individuato. Clicca per attivare l'animazione | Edwin Dickinson/North Carolina State University

Un pollice in più. Seguendo il percorso di un muscolo che si innesta sulle mani di tutti i primati e ne aumenta la mobilità - quello per intenderci che, nel nostro caso, ci consente di fare l'autostop - lo scienziato ha scoperto alcuni tendini sottili che lo connettevano al palmo, e un osso nodoso situato tra il pollice e il polso. Lo pseudo-dito è dotato di un'estensione in cartilagine ed è capace di avvicinarsi e allontanarsi dal resto della mano, lavorando in opposizione. Ha persino una propria impronta digitale: un pollice extra a tutti gli effetti, anche se poco visibile senza l'ausilio dei raggi X. La presenza della struttura è stata accertata in sette diversi esemplari di aye-aye.

 

Un appiglio in più. Secondo l'autore dello studio, l'estrema specializzazione delle altre dita del lemure, evolutesi come "uncini" per pescare leccornie dai tronchi, avrebbe fatto perdere alle zampe un po' di capacità di presa: il dito posticcio si sarebbe sviluppato per una funzione compensativa. La dinamica è singolare: nella maggior parte dei casi conosciuti, altri animali non primati hanno evoluto pollici extra per supplire alla mancanza di specializzazione delle altre dita, o per allargare le loro zampe. Il panda gigante, che mostra uno pseudo-dito molto simile a quello del lemure, usa l'appendice in più per afferrare meglio il bambù di cui si nutre. Mentre un dito extra ha reso più larghe le zampe delle talpe, rendendole scavatrici più efficienti.

 

2 novembre 2019 | Elisabetta Intini

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