Le veglie funebri delle scimmie

Il lungo addio di una coppia di rinopitechi, e la processione di un gruppo di scimpanzé: da due storie di primati nuovi indizi sull'origine del nostro senso del lutto.

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Gli ultimi istanti insieme dei due rinopitechi osservati in Cina. La femmina, sulla destra, dà segni di sofferenza, e il maschio l'assiste. | Bin Yang, James R. Anderson, and Bao-Guo Li/Current Biology 26

Non è la prima volta che leggiamo una descrizione di lutto animale, ma quella raccontata in un articolo appena pubblicato su Current Biology è molto particolare.

 

Un maschio alfa di rinopiteco ha assistito per oltre due ore la partner morente, prendendosi cura della femmina negli ultimi istanti di vita e accompagnandola fino al trapasso. Un'attenzione e un dolore "in divenire" che hanno riportato l'attenzione sul senso degli animali, in particolare dei primati, per l'ineluttabilità della morte.

 

La vicenda. La scena è stata documentata da Bin Yang e James R. Anderson, dell'Università di Kyoto (Giappone) nella riserva naturale di Zhouzhi nella provincia cinese dello Shaanxi. Un giorno la femmina adulta ha iniziato a perdere sangue dalle narici e manifestare segni di malessere, e si è isolata dal resto del gruppo.

 

fatele spazio. Il maschio alfa, che la conosceva e frequentava da 3 anni, si è avvicinato e l'ha toccata due volte, intimando alle altre scimmie di non avvicinarsi. Mezz'ora più tardi i due sono saliti su un ramo a 25 metri d'altezza, dove il maschio ha spulciato e guardato a lungo la partner per diversi minuti, prima che la femmina cadesse improvvisamente al suolo, ferendosi gravemente al cranio.

 

La femmina precipitata al suolo. | Bin Yang, James R. Anderson, and Bao-Guo Li/Current Biology 26

Niente da fare. L'animale a terra è rimasto immobile lanciando qualche sporadico grugnito; il partner e le altre femmine del gruppo le si sono avvicinati e l'hanno assistita per 50 minuti. Poi, la coppia è stata lasciata sola. Il maschio ha provato a tirarla gentilmente per una zampa, come se volesse rialzarla, ma è stato inutile: la femmina è morta, e il compagno è rimasto altri 5 minuti accanto al suo corpo.

 

Anche dopo aver raggiunto il resto del branco, ha continuato a guardare nel punto in cui la partner giaceva, ritornandovi il giorno successivo, quando il corpo era stato rimosso.

 

Era importante, e se ne è andato. «Il caso è particolarmente importante per la natura delicata e gentile delle interazioni» spiega Anderson. «I fatti suggeriscono che, almeno nei casi di esemplari fortemente affiatati, le scimmie possano mostrare compassione per gli individui malati o morenti». E anche se non bisogna incorrere nel rischio dell'antropomorfizzazione dei comportamenti animali, come in questa foto virale di un canguro, l'ipotesi è che tra primati, se il legame sociale è solido e di lunga data, l'impatto emotivo di un lutto sia evidente.

 

Indietro non si torna. «Sembra probabile che nelle specie che vivono a lungo come molti primati, la ripetuta esposizione a perdite di individui del gruppo porti a capire che la morte è irreversibile, che è un passo finale» continua Anderson «credo che il maschio e le altre scimmie capissero che la femmina non era più viva».

 

veglia di gruppo. La vicenda ricorda un altro caso di lutto tra scimmie appena descritto, che risale però ad alcuni anni fa. Nel 2010 Thomas, uno scimpanzé di 9 anni del Chimfunshi Wildlife Orphanage Trust sanctuary in Zambia, fu trovato morto un giorno dopo essere scomparso. Nella mezz'ora successiva, una ventina di esemplari del suo gruppo organizzarono una processione continua e silenziosa attorno al suo corpo, come si può osservare nel video qui sotto, particolarmente toccante.

 

La veglia degli scimpanzé (5:22)

 

Gli affetti più cari. Pan, il suo migliore amico, si distinse allontanando gli altri esemplari dal cadavere con un ramo, mentre Violet, la femmina alfa, lanciò grida acute facendo ondeggiare il corpo. Noel, una femmina anziana che aveva adottato Thomas 4 anni prima, toccò il corpo portandosi poi una mano alla bocca (come in un "bacio") e passò poi diversi minuti a pulire i denti del figlioccio con uno stelo d'erba.

 

Riuniti per ricordarlo. In entrambi i casi, gli animali scomparsi erano membri popolari del gruppo e godevano di un forte seguito sociale. L'osservazione del senso della morte nei primati potrebbe dirci molto sull'origine del lutto umano, che si è forse evoluto per rimarcare l'importanza degli individui deceduti, e ribadire la coesione sociale del gruppo rimasto.

 

24 maggio 2016 | Elisabetta Intini