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Scatti appiccicosi: le più belle foto di gechi

Timidi, mimetici e con l'espressione da draghi in miniatura: una carrellata di ritratti di uno dei rettili più simpatici al mondo.

Il geco crestato della Nuova Caledonia (Correlophus ciliatus), descritto per la prima volta nel 1866, fu creduto estinto fino alla sua ricomparsa dopo una tempesta tropicale, nel 1994. La sua caratteristica principale è una lunga cresta che dal capo arriva alla coda, unita ad appendici simili a capelli disposte intorno agli occhi, a guisa di ciglia.

Un geco verde appollaiato su una papaia sembra completamente mimetizzato. È stato fotografato nel nord del Madagascar.

Per riuscire a leccarsi un occhio con la punta della lingua, questo geco "coda a foglia" di Henkel ci ha regalato il più radioso dei suoi sorrisi.

Un geco delle sabbie della Namibia (Palmatogecko rangei) fotografato su una duna.

Stretto tra le spire di un serpente volante (Chrysopelea ornata) un geco lotta per sopravvivere. Ma finirà presto inghiottito: lo strisciante predatore chiamato così per la capacità di "lanciarsi" planando da un ramo all’altro, è infatti specializzato nella cattura di piccoli rettili, che neutralizza col suo veleno. L’intera scena si è svolta in Malesia, a pochi passi dal giovane olandese Miles Kenzo Kooren.

Un geco del deserto fotografato nei Territori del Nord, Australia.

Un geco diurno "polvere d'oro" (Phelsuma laticauda laticauda) del Madagascar, chiamato così per i riflessi dorati della sua pelle.

Con gli occhi gialli fuori dalle orbite e l'espressione da draghetto, questo geco (gen. Cyrtodactylus) non è esattamente uno splendore. Ma come tutti i suoi simili già conosciuti è abilissimo nell'arrampicarsi su superfici scivolose, attutendo con la coda eventuali cadute.

Le sagome di due gechi su una foglia di banano, in Vietnam.

Estremamente mimetico, questa specie di geco (Saltuarius eximius) vive in un frammento di foresta pluviale nello stato del Queensland, in Australia. La colorazione mimetica, le abitudine notturne e la regione isolata dove vive hanno finora nascosto questo rettile agli zoologi. Probabilmente è una specie abbastanza rara, perché non sono stati trovati altri esemplari nelle zone vicine. Rispetto alle specie del suo stesso genere Saltuarius, il geco dalla coda a foglia è più snello e ha gli occhi più grandi, un adattamento alle abitudini notturne.

Il geco volante (Ptychozoon Kuhli) è un rettile diffuso soprattutto in Thailandia, Indonesia e Malesia. È capace di rimanere "incollato" a qualsiasi superficie verticale, vetro compreso, ma le sue zampe non hanno alcun collante: sono i milioni di piccoli peli che ricoprono le sue zampe a esercitare una forza di attrazione che da anni gli scienziati cercano di ricreare. Si è calcolato che il geco, appeso a testa in giù, potrebbe sorreggere fino a 40 kg. Per fortuna pesa soltanto 200 grammi. E se anche le zampe "adesive" non dovessero funzionare alla perfezione, hanno sempre un "paracadute": le sottili membrane di pelle che avvolgono la coda le zampe e le parti laterali del corpo possono infatti far planare il piccolo rettile per permettergli un atterraggio morbido.

Leccarsi gli occhi non è da tutti: ci riesce il gecko coda di rapa (Thecadactylus rapicauda) un buffo rettile avvistato dagli scienziati di Conservation International durante la loro ricerca in Suriname.
Osservato già in passato, questo gecko si distingue dai suoi consimili per la corta coda conica, le zampe e la testa molto grandi e per l'assenza di paplebre.

Un altro geco "coda a foglia" del Madagascar ritratto in posizione difensiva.

Il geco crestato della Nuova Caledonia (Correlophus ciliatus), descritto per la prima volta nel 1866, fu creduto estinto fino alla sua ricomparsa dopo una tempesta tropicale, nel 1994. La sua caratteristica principale è una lunga cresta che dal capo arriva alla coda, unita ad appendici simili a capelli disposte intorno agli occhi, a guisa di ciglia.