Ambiente

Otarie orsine del Capo mangiano viscere di squalo

Le prime, incredibili foto di un comportamento animale mai osservato prima, in cui due predatori rivali si trasformano in vittima e (spietato) carnefice.

Una serie di foto che sembrano capovolgere l'immaginario comune documentano una forma finora sconosciuta di predazione marina: otarie orsine del Capo sono state osservate per la prima volta mentre si nutrivano di squali adulti, squartandone il ventre per consumare solo le viscere.

Gli scatti, realizzati nel 2012 durante un'escursione turistica al largo del Sud Africa, sono stati diffusi ora insieme a un articolo scientifico sullo strano comportamento, pubblicato su African Journal of Marine Sciences.

party con intruso. Chris Fallows, diver esperto e profondo conoscitore degli squali, si è imbattuto nella scena nel dicembre 2012, mentre era alla guida di un gruppo di snorkeler a una quarantina di chilometri da Cape Point, un promontorio nell'angolo sudorientale della Penisola del Capo. Le esche sistemate da Fallows avevano attirato una decina di verdesche, o squali azzurri (Prionace glauca), quando ad un tratto è arrivato un ospite inatteso.

uno dopo l'altro. Un giovane maschio di otaria orsina del Capo (Arctocephalus pusillus), un mammifero marino sudafricano, si è avvicinato al drappello avventandosi non sulle esche, ma su uno squalo. Dopo aver addentato la cavità addominale del pesce, il mammifero - lungo circa 1,4 m, quanto la sua preda - ne ha consumato le viscere, ripetendo l'operazione con altri 4 esemplari. Dopo aver messo i turisti in sicurezza, Fallows è rimasto a documentare la scena.

L'otaria ha selezionato soltanto le viscere dell'animale, la parte più ricca di calorie. © Chris Fallows

déjà vu. Fallows aveva già assistito a una simile mattanza nel 2004, quando un maschio di otaria orsina del Capo aveva consumato stomaco e fegato di una verdesca davanti ai suoi occhi. Ma all'epoca non era riuscito a scattare foto di qualità. Questa volta le foto hanno attirato l'attenzione di Hugues Benoit, biologo marino del Fisheries and Oceans canadese, e di Neil Hammerschlag, dell'Università di Miami, che hanno contattato Fallows per scrivere un articolo scientifico in merito.

per cena, il rivale. Le otarie orsine del Capo sono in genere preda dei grandi squali bianchi, e si nutrono di piccoli pesci, granchi e calamari, una dieta analoga a quelle delle verdesche. Altre volte sono state osservate consumare squali intrappolati nelle reti, o piccoli squali, ma mai prima d'ora erano state viste avventarsi sui loro rivali nella catena alimentare.

L'animale ha attaccato 5 esemplari della sua stessa taglia. © Chris Fallows

Solo il meglio. Il fatto che si siano dirette a colpo sicuro sulle viscere (la parte più nutriente), snobbando il resto del pesce, significa che potevano permettersi di essere "schizzinose", in virtù dell'abbondanza di cibo. Si tratta quindi, con ogni probabilità, di un comportamento naturale mai osservato prima: le valutazioni sulla dieta degli organismi marini si fanno analizzando le lische e i resti ossei presenti nello stomaco e nelle feci degli animali, ma le parti molli dello squalo potrebbero essere passate inosservate.

più facile di così... La naturalezza con cui le otarie azzannano il ventre degli squali e il fatto che Fallows ne abbia osservata una all'opera in mare aperto, lontana dalla presenza umana, indicherebbero si tratti di un comportamento normale per questi animali, anche se raro da osservare.

31 marzo 2015 Elisabetta Intini
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