Le dieci specie più interessanti del 2013

Ogni anno l’International Institute for Species Exploration sceglie dieci specie descritte l’anno precedente, in base a criteri di interesse e curiosità. Sono un campione delle decine di animali e piante descritte nel 2013. 

Le specie conosciute dall’uomo, tra animali, vegetali e batteri, sono quasi due milioni. Mese dopo mese, zoologi e botanici descrivono decine e decine di specie nuove e ne pubblicano la notizia sui giornali scientifici. Il flusso non accenna a diminuire, tanto che non si è neppure sicuri di quante siano le entità viventi sul nostro pianeta. Ogni anno l’International Institute for Species Exploration, un gruppo di ricercatori ospitato presso la State University di New York, che ha la missione di ispirare e incoraggiare il progresso della tassonomia nel mondo, sceglie dieci specie descritte l’anno precedente. Non sempre le specie scelte sono grandi e appariscenti, ma ognuna di esse ha una biologia curiosa o peculiare, e una storia scientifica da raccontare.


L'olinguito (Bassaricyon neblina) è un piccolo carnivoro che abita le foreste andine  d'altitudine, tra l'Ecuador e la Colombia. È molto simile a un'altra specie, l'olingo (un nome che definisce altre specie del genere Bassaricyon), ed stato scoperto non in base a esemplari visti in natura ma su pelli presenti al Filed Museum di Chicago. Una successiva analisi del DNA ha stabilito che si tratta di una specie diversa. Anche se altri animali del suo genere sono carnivori, l'olinguito si nutre anche di frutta e nettare, oltre che di insetti. Poiché vive nelle foreste tropicali andine, è minacciato di estinzione dalla deforestazione. 

La dracena di Kaweesak (Dracaena kaweesakii) è una nuova specie dei cosiddetti "alberi del drago", specie dalla struttura caratteristica; la loro linfa è spesso rosso brillante ed è utilizzata in molte occasioni diverse. La dracena di Kaweesak, anche se raggiunge i 12 metri e ha una fioritura appariscente, è stata scoperta solo l'anno scorso da alcuni ricercatori thalandesi. Vive infatti nelle foreste che coprono le alture calcaree nelle provincie di Loei e Lop Buri, in Thalandia, anche se potrebbero esserci alcuni esemplari anche in Birmania. Finora si conoscono circa 2500 piante e il fatto che le montagne siano distrutte per farne cemento ha guadagnato a questa specie il dubbio stato di "in pericolo di estinzione".

Il primo anemone di mare scoperto sotto i ghiacci dell'Antartide. L'anemone di Andrill (Edwardsiella andrillae) vive nella parte inferiore dei ghiacci marini del Polo Sud durante le esplorazioni dell'Antarctic Geological Drilling Program (Andrill - da cui il nome andrillae), quando un robot è stato mandato a esplorare le acque sottostanti un foro nel ghiaccio. Il corpo di questo piccolo anemone di mare (parente dei coralli e delle meduse) è immerso nel ghiaccio, mentre i dodici tentacoli pendono nell'acqua sottostante. Non si sa ancora di cosa si nutra e come possa sopravvivere le terribili condizioni ambientali.

Anche se ha l’aspetto di un alieno, questa specie (Liropus minusculus) è un piccolissimo crostaceo della famiglia dei Caprellidi trovato in una caverna nell’isola di Santa Catalina, al largo delle coste della California. Il maschio è lungo circa 3 millimetri, la femmina poco più di 2; la struttura corporea è quasi trasparentefemmina poco più di 2; la struttura corporea è quasi trasparente.

Una nuova specie di fungo (Penicillium vanoranjei) trovata nell’oasi di Tabarka, in Tunisia. La specie, parente del fungo microscopico che produce l’antibiotico penicillina, è caratterizzata dal colore arancio che si vede quando forma colonie. Il nome vanoranjei è dedicato al nuovo re d’Olanda, “sua altezza il principe d’Orange” (Willem-Alexander Claus George Ferdinand, Prins van Oranje).

Estremamente mimetico, questa specie di geko (Saltuarius eximius) vive in un frammento di foresta pluviale nello stato del Queensland, in Australia. La colorazione mimetica, le abitudine notturne e la regione isolata dove vive hanno finora nascosto questo rettile agli zoologi. Probabilmente è una specie abbastanza rara, perché non sono stati trovati altri esemplari nelle zone vicine. Rispetto alle specie del suo stesso genere Saltuarius, il geco dalla coda a foglia è più snello e ha gli occhi più grandi, un adattamento alle abitudini notturne.

Una specie di dimensioni enormi, per un unicellulare: Spiculosiphon oceana è un foraminifero, protozoo costituito da una sola cellula, che raggiunge infatti i 4-5 centimetri. Vive in una caverna sottomarina al largo delle isole Baleari, in Spagna. Le sue abitudini sono molto particolari: raccoglie frammenti silicei provenienti da spugne e con essi si costruisce una vera armatura attorno al corpo. Le spine aiutano anche a catturare le minuscole prede di cui si nutre.

Non sempre le specie interessanti sono grandi e appariscenti. Questo batterio (Tersicoccus phoenicis) per esempio, è interessante perché è stato trovato nelle stanze sterili in cui si assemblano i rover marziani; una in Florida e un’altra nella Guyana francese. Potenzialmente, dicono gli scopritori, potremmo averlo portato su Marte e contaminare il Pianeta Rosso. Vista i luoghi dov’è stato trovato, è probabile che sia resistente ad ampie variazioni di pH e di temperatura, agli ultravioletti e a condizioni di estrema aridità. Il nome della specie, phoenicis, deriva dal fatto che è stata isolata nella struttura che assemblava la sonda Phoenix, destinata a Marte.

Una vespa parassita dalle dimensioni minuscole e dal nome curioso. Questa vespa campanellino (Tinkerbella nana) prende il nome dalla fata di Peter Pan ? in inglese Tinkerbell. Non solo: il nome della specie (nana), si può riferire alle dimensioni e al nome del cane terranova della famiglia Darling (quella dei fratellini che Peter Pan porta all'isola che non c'è). È stata trovata nella foresta tropicale del Costa Rica, e si pensa viva pochi giorni e sia parassita delle uova di altri insetti.

Una piccolissima chiocciola (Zospeum tholussum) che vive a oltre 900 metri di profondità nel sistema Lukina Jama-Trojama di caverne in Croazia. È lunga non più di un paio di millimetri ed è estremamente lenta, tanto che si muove di pochi centimetri al giorno. Si pensa che per spostarsi approfitti delle correnti d’acqua sotterranee o addirittura si faccia dare un passaggio da pipistrelli o grilli delle caverne.

Le specie conosciute dall’uomo, tra animali, vegetali e batteri, sono quasi due milioni. Mese dopo mese, zoologi e botanici descrivono decine e decine di specie nuove e ne pubblicano la notizia sui giornali scientifici. Il flusso non accenna a diminuire, tanto che non si è neppure sicuri di quante siano le entità viventi sul nostro pianeta. Ogni anno l’International Institute for Species Exploration, un gruppo di ricercatori ospitato presso la State University di New York, che ha la missione di ispirare e incoraggiare il progresso della tassonomia nel mondo, sceglie dieci specie descritte l’anno precedente. Non sempre le specie scelte sono grandi e appariscenti, ma ognuna di esse ha una biologia curiosa o peculiare, e una storia scientifica da raccontare.

L'olinguito (Bassaricyon neblina) è un piccolo carnivoro che abita le foreste andine  d'altitudine, tra l'Ecuador e la Colombia. È molto simile a un'altra specie, l'olingo (un nome che definisce altre specie del genere Bassaricyon), ed stato scoperto non in base a esemplari visti in natura ma su pelli presenti al Filed Museum di Chicago. Una successiva analisi del DNA ha stabilito che si tratta di una specie diversa. Anche se altri animali del suo genere sono carnivori, l'olinguito si nutre anche di frutta e nettare, oltre che di insetti. Poiché vive nelle foreste tropicali andine, è minacciato di estinzione dalla deforestazione.