Le fughe strategiche delle formiche trappola

Le mandibole di questi insetti si tendono come molle per poi richiudersi di scatto. Liberando una forza elastica che scaglia le formiche lontano dai pericoli, come una catapulta.

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Le potenti mandibole (e i peli sensoriali) di una formica tropicale del genere Odontomachus. | Piotr Naskrecki/Minden Pictures/contrasto

Hanno uno dei morsi più rapidi del regno animale, ma le formiche trappola, insetti tropicali del genere Odontomachus, noti per le grosse mandibole che si chiudono a scatto sulla preda, usano le loro "armi" anche per scopi più pacifici.

 

Serrando di scatto questi apparati come fossero molle, le formiche riescono a saltare lontano dai predatori, mettendosi in salvo anche dalle situazioni più critiche. L'insolita strategia di fuga è stata studiata e filmata da Fredrick Larabee, entomologo dell'Università dell'Illinois.

 

Tenaglie a molla. Le mandibole di questi insetti si aprono fino a 180 gradi, tendendosi come elastici per poi richiudersi di scatto a una velocità di 60 metri al secondo (216 km/h). L'intero processo è 2300 volte più veloce di un battito di ciglia e genera una forza esplosiva capace di scagliare la formica - che nel frattempo si è preparata con la testa bassa e una zampa sospesa - lontano dal pericolo.

 

Di solito, la chiusura a scatto serve alle formiche per agguantare qualunque preda (piccoli artropodi) sfiori i peli sensoriali del loro apparato boccale. Già altre volte erano stati osservati i loro "voli", ma non era chiaro se fossero fughe intenzionali o se si trattasse di una conseguenza dei loro attacchi predatori.

 

Simulazione di caccia. Larabee e colleghi hanno posizionato un formicaleone (fam. Myrmeleontidae), un piccolo insetto dell'ordine dei Neurotteri predatore naturale degli Odontomachus, in un recipiente pieno di sabbia.

 

Il formicaleone tende a scavare un buco nella sabbia e ad aspettare che la preda gli scivoli addosso. Per sfuggire al carnefice, le formiche trappola hanno provato ad arrampicarsi sui versanti della buca; ma quando la strategia non funzionava hanno messo in atto il loro speciale salto. Salvandosi dalle grinfie del formicaleone nel 15% dei casi.

 

Senza scampo. Quando gli entomologi hanno impedito alle formiche di divaricare le mandibole, le possibilità di salvarsi si sono dimezzate. La forza di slancio delle mandibole si deve a un paio di muscoli contrattili nel capo delle formiche, che permettono di accumulare energia elastica da rilasciare tutta insieme, nel momento del bisogno.

 

Nella playlist di video qui sotto, potete osservare vari tentativi di fuga delle formiche trappola: alcuni andati a buon fine, altri un po' meno.

 

17 maggio 2015 | Elisabetta Intini