Animali

Le foche usano le vibrisse per prendere le misure

I baffi hanno la stessa funzione delle nostre dita: servono a valutare le dimensioni della preda, anche in acque torbide dove la visuale è al minimo.

Distinguere le dimensioni di un oggetto in condizioni di scarsa visibilità non è sempre facile, soprattutto se non sei dotato di mani. Per prendere le misure di ciò che si para loro davanti, le foche usano i baffi: lo sostiene un gruppo di ricerca della Manchester Metropolitan University.
Che queste creature acquatiche avessero vibrisse particolarmente sensibili, era cosa nota. Studi idrodinamici hanno in passato evidenziato che le foche capiscono le dimensioni di un pesce dalla scia che questo lascia in acqua. I ricercatori hanno quindi unito le due cose cercando di studiare come facciano i pinnipedi ad accertare la grandezza delle prede.

Le vibrisse. Molti mammiferi, come topi e gatti, muovono le vibrisse per captare informazioni dall'ambiente circostante. Nel caso delle foche, tuttavia, questo approccio non funzionerebbe: l'acqua è più densa dell'aria, e la tecnica richiederebbe un eccessivo dispendio energetico. I ricercatori hanno quindi analizzato il comportamento di due foche comuni (Phoca vitulina) ospiti di un centro per lo studio del mare dell'Università di Rostock in Germania.

Lo studio. Moe e Marco, così si chiamano gli animali, sono stati bendati e dotati di cuffie per restringere le loro facoltà sensoriali. Ciascun animale ha poi dovuto imparare a distinguere uno tra due dischi di dimensione diversa usando solamente i propri baffi. Quando uno degli esemplari toccava con il muso il disco giusto, veniva ricompensato con un pesce. I ricercatori hanno filmato il comportamento degli animali: le foche si dirigevano verso l'oggetto strofinandovi una parte del muso ricca di vibrisse molto piccole e molto fitte. Questa zona del muso veniva usata come campione: in base a quanta superficie del disco veniva in contatto con i baffi, gli animali ottenevano informazioni sulle dimensioni.

Strategia di sopravvivenza. Questa tecnica consente alle foche di capire che cosa hanno davanti anche in condizioni di scarsa visibilità, quando nuotano nell'acqua torbida, e senza muovere tutte le vibrisse, ma solo una piccola - e significativa - zona del muso. La tattica, spiegano i ricercatori, è anche molto veloce. In meno di mezzo secondo questi animali comprendono le dimensioni della preda, e decidono se vale la pena avventarcisi sopra.

19 febbraio 2013 Elisabetta Intini
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