Non sapete resistere allo sguardo del vostro cane? La colpa è dei nostri antenati

L'espressione da "cane bastonato" è frutto della selezione operata dall'uomo all'inizio della domesticazione: è una cosa che i lupi (e poche razze canine) non sanno fare.

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I cani sanno come farsi perdonare: ci guardano. | violetblue / Shutterstock

Qualunque cosa vi abbia combinato in casa il vostro cane, difficilmente sarà sgridato come merita: quasi sempre, il suo sguardo sarà più che sufficiente a smontare la vostra arrabbiatura. Questa verità, ben nota a tutti coloro che condividono la vita con un cane, si arricchisce oggi di una spiegazione scientifica: uno studio pubblicato su PNAS, condotto da un team di ricercatori britannici e statunitensi, rileva che i cani, a differenza dei loro "cugini" lupi, hanno un muscolo facciale che permette loro di sollevare il sopracciglio interno, assumento quell'espressione tipica che fa sciogliere i loro padroni.

 

etologia e fisiologia: le espressioni dei cani
In evidenza: i muscoli facciali sviluppati dai cani (dog, a sinistra), completamente assenti nei lupi (wolf, a destra). | Tim D. Smith, Cambridge University

Espressività e priorità. Secondo i ricercatori, siamo stati noi il motore di questa evoluzione: in 33.000 anni di vita in comune, l'anatomia facciale dei cani è cambiata per permettere loro di comunicare emozioni agli umani.

 

La struttura muscolare facciale di lupi e cani è simile, a eccezione della parte sopra agli occhi: «l'espressività sopraccigliare tipica dei cani è il risultato delle nostre preferenze», spiega Juliane Kaminski, psicologa comparativa all'Università di Portsmouth e capo dello studio. «I cani capaci di maggiore mobilità del sopracciglio interno, e perciò di espressività, sono stati avvantaggiati nella selezione operata dall'uomo: è in questo modo che si è rafforzato e diffuso lo specifico tratto genetico all'origine di quel comportamento che tanto è piaciuto e piace agli uomini.»

 

Ci sono delle eccezioni. L'husky siberiano, per esempio, è inespressivo: ha tratti più simili al lupo, ma in questo caso la selezione operata dall'uomo nel corso dei millenni ha favorito la capacità di lavorare in gruppo, come avviene per il traino delle slitte.

 

7 luglio 2019 | Chiara Guzzonato