Le bugie storiche sugli animali

Da una parte ippopotami paciocconi, volpi astute e aquile coraggiose. Dall’altra, asini stupidi, civette porta iella, sciacalli perfidi come iene. Spesso i nostri giudizi sugli animali sono errati.
Colpa di antichi pregiudizi e luoghi comuni, quasi sempre clamorosamente falsi. 

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Lo sciacallo è “uno sciacallo”. Origine: la permanenza attorno alle carogne lo ha messo in connessione con la morte. Per ebrei e cristiani era invece un animale malefico. In realtà: forma coppie fedeli e affiatate. Madri e sorelle conservano relazioni per tutta la vita. Ed è anche un bravo cacciatore. Inoltre fra gli Egizi era un animale positivo perché Anubi, rispettatissima divinità dell’aldilà, aveva le sue sembianze.

Nella foto, uno sciacallo dal dorso argentato (Canis mesomelas) segna il territorio.

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L’oca è goffa, rumorosa e soprattutto stupida. Insomma, un’oca. Origine: . varie, soprattutto di epoca medioevale. In realtà Konrad Lorenz, uno dei padri fondatori dell’etologia, spiegò che le oche non erano affatto stupide, ma che erano esseri molto sociali, anche solidali e capaci di innamorarsi per tutta la vita.

Un cigno, approfittando di un momento di distrazione di mamma e papà oca, tenta di portarsi via un piccolo papero. Ma la reazione rabbiosa dei due genitori è immediata e le oche riescono a mettere al sicuro il piccolino. Il “tentativo di sequestro” è avvenuto nella riserva naturale di Rieselfelder, in Germania.

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La volpe è furba. Origine: gli antichi Greci e la loro passione per la zoofisiognomica, cioè la teoria che sia possibile capire il carattere delle persone (e anche degli animali) in base alle loro caratteristiche fisiche. Il muso della volpe, lungo e affilato, era considerato indice di intelligenza e furbizia. In realtà la volpe è un animale molto pauroso, abitudinario, che mangia anche la spazzatura e che non rivela caratteristiche straordinarie né nella caccia né nella vita sociale, piuttosto scarsa.

Nella foto, scattata in Bulgaria a una temperatura di -20 gradi, una volpe rossa affamata cerca di rubare il pasto a un'aquila, provocando la sua reazione e finendo per scappare a gambe levate.

Tutto sulle volpi

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Il coccodrillo piange. Origine: dopo il pasto si muove pochissimo, dando l’impressione di essere depresso. E soprattutto lacrima. In realtà, espelle l’eccesso salino intorno agli occhi. Di cui vanno ghiotte diverse farfalle e le api assetate, come vi raccontiamo e mostriamo in questa notizia.

Nella foto il pasto del cugino americano del coccodrillo, l'alligatore. Avete capito al volo che non è un coccodrillo? Facile. Gli alligatori differiscono dai coccodrilli soprattutto per la testa, più larga e corta, con un muso più ottuso.

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La cicala non fa nulla. Origine: la favola di Esopo, adattata anche da Jean de La Fontaine. In realtà passa diversi anni sotto terra, allo stadio larvale e in silenzio, a cercare radici per nutrirsi. Il canto della cicala ha la funzione di richiamo sessuale per le femmine; quando queste raggiungono il maschio, ha luogo il corteggiamento e poi l'accoppiamento che dura diversi minuti, durante i quali i due animali rimangono attaccati.

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L’asino è stupido. Origine: L’asino è considerato “stupido” già da millenni. In realtà soffre solo del confronto con il cavallo, il parente più armonico e disciplinato. Gli etologi ritengono che questo dipenda dal fatto che, a differenza del cavallo, è piuttosto autonomo e non sempre fa quello che gli chiede il padrone; per questo ha fama, oltre che di stupido, di ostinato.

Nella foto, un asino finito in un tombino in Germania. Colpa di un altro “somaro” che lo ha lasciato aperto, con il rischio che ci cadesse un bambino. L’asino è stato salvato dai pompieri e non si è fatto male.

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Gli squali devono sempre nuotare per respirare. Origine: varie. In realtà è vero solo per il mako e lo squalo bianco; le altre specie hanno le branchie con un meccanismo a pompa che permette loro di riposare sul fondo.

Nella foto, l'incontro ravvicinato con uno squalo bianco al largo della Florida. Tra l'altro, l'ennesimo falso mito è quello che lo squalo è l'animale più letale per l'uomo.

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L’orso è un giocherellone. Origine: l’usanza, ancora viva in Turchia e in certi Paesi dell’Est, di addomesticarlo da cucciolo. E i cartoni animati (ricordate Yoghi e Bubu?). In realtà l’orso giocherella fino a un certo punto: va invece rispettato per la sua forza e per il suo coraggio. E lasciato in pace. Se lo incontrate, cambiate strada. E non avvicinatevi per osservarne i cuccioli.
Anche la capacità di camminare a tratti eretto gli ha fatto guadagnare il ruolo di animale vicino all’uomo. In realtà, alcuni orsi come il grizzly, per non parlare dell’orso bianco, sono molto pericolosi per l’uomo.

Nella foto, un orso schiaccia un pisolino su un palo elettrico. Guarda anche altre curiosità sugli orsi.

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L’elefante ha paura dei topi. Origine: ancora i cartoni animati. In realtà: non si cura dei topi e può essere molto pericoloso per l’uomo che gli si avvicina a piedi. E in Tanzania esistono gruppi di elefanti, guidati da matriarche, particolarmente aggressivi anche contro le automobili che si avvicinano troppo.

Nella foto, nel parco del Serengeti, in Tanzania, una leonessa diventa la preda di un coraggioso elefante che la rincorre e la costringe, per ben due volte, a rifugiarsi su di un albero.

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L’aquila è coraggiosa. Origine: la zoofisiognomica veniva applicata anche da tribù di cacciatori, come gli indiani d’America. La testa dell’aquila, agli indiani come agli antichi Greci, faceva pensare al coraggio. E così, gli uomini con il naso aquilino erano considerati bravi guerrieri. Un’idea molto diffusa: l’aquila compariva negli stendardi dell’Impero Romano, era simbolo della potenza militare degli Asburgo e oggi degli Stati Uniti. La realtà: peccato che le performance aeree dell’aquila reale siano piuttosto nella norma, e che il suo coraggio sia limitato all'attacco di marmotte e cuccioli di ungulati.
L’aquila simbolo degli Stati Uniti è, per la precisione, l’aquila di mare testabianca (Haliaeetus leucocephalus), una specie di “gabbianone” pigro che mangia spesso pesci morti, o ruba le prede (spesso al falco pescatore). Lo sapeva anche lo statista americano Benjamin Franklin, e disse che sarebbe stato meglio per gli Usa scegliere come simbolo il tacchino.

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Il lupo è una belva feroce. Origine: il medioevo e il cristianesimo. Fu una lupa ad allevare, secondo la leggenda, Romolo e Remo. Poi ci fu l’avvento della religione cristiana e questa immagine positiva del lupo andò in crisi. A peggiorare le cose, in Europa, intorno all’anno Mille, si ebbe una grande crisi ecologica che spinse diversi branchi di lupi ad attaccare il bestiame e ad avvicinarsi ai villaggi. In alcuni casi vennero anche uccisi bambini soli. Anche se è probabile che i colpevoli fossero non lupi ma cani inselvatichiti, ancora oggi i maggiori responsabili per l’uccisione di bestiame. In realtà il lupo è schivo e timido e usa stare il più possibile lontano dagli insediamenti umani, perché teme l’uomo molto più di quanto lo temano i cani inselvatichiti.

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Il pappagallo parla a vanvera. Origine: varie. In realtà: il pappagallo cenerino, se addestrato, è in grado di esprimere con le parole le sue necessità e di dimostrare il riconoscimento di oggetti, forme, colori e materiali.

Nella foto, il pasto di un gruppo di ara gialloblu (Ara ararauna).

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Il gufo porta sfortuna. Quando il cristianesimo si diffuse in Europa, i vescovi dovettero combattere le tradizioni pagane, nelle quali gli animali erano visti come incarnazione degli spiriti. E per farlo spesso li accusarono di essere incarnazioni del demonio. Il cristianesimo divise le specie in “solari” e “lunari”. Gli uccelli diurni erano gli animali solari per eccellenza. Per esempio, nella tradizione cristiana la colomba rappresenta lo Spirito Santo (anche se nella realtà le colombe sono molto aggressive nell’epoca degli amori). Gli animali notturni e crepuscolari, come sciacalli, gatti selvatici e civette, erano invece lunari, cioè legati alla morte, al male, al malaugurio.

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L’ippopotamo è un bonaccione. Origine: i film della Disney e i cartoon di Hanna & Barbera. In realtà, se un uomo nuota nel territorio di un maschio in amore rischia di essere fatto a pezzi. L’ippopotamo è la causa principale (assieme al bufalo cafro) delle morti dovute ad animali in Africa.

Nella foto, un ippopotamo disturbato da una barca, va all’attacco. Siamo nel Chobe National Park, in Botswana.

Lo sciacallo è “uno sciacallo”. Origine: la permanenza attorno alle carogne lo ha messo in connessione con la morte. Per ebrei e cristiani era invece un animale malefico. In realtà: forma coppie fedeli e affiatate. Madri e sorelle conservano relazioni per tutta la vita. Ed è anche un bravo cacciatore. Inoltre fra gli Egizi era un animale positivo perché Anubi, rispettatissima divinità dell’aldilà, aveva le sue sembianze.

Nella foto, uno sciacallo dal dorso argentato (Canis mesomelas) segna il territorio.