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Le api stanno meglio in città che in campagna

Per api, bombi e altri impollinatori, un parco cittadino è meglio di un campo di grano. Per gli altri insetti non proprio...

api cittadine
| Philip Armitage / Shutterstock

Il declino degli insetti è un fenomeno ormai sotto gli occhi di tutti, caratterizzato da numeri impressionanti e prospettive future poco rosee. Le cause di questa estinzione di massa sono... le solite: distruzione dell'habitat, inquinamento, cambiamenti climatici, urbanizzazione estrema. E proprio quest'ultimo fattore è protagonista di uno studio a suo modo sorprendente, che arriva dalla Germania (dove il crollo biologico degli insetti ha raggiunto numeri record), e che è stato pubblicato su Nature. Nell'analisi si legge che, almeno se parliamo della salute delle api, le città sono un luogo più accogliente della campagna, e in futuro potrebbero diventare delle vere e proprie oasi per tutti gli insetti impollinatori.

Ape di campagna, ape di città. Naturalmente, dire "la città è peggio della campagna" è una semplificazione: lo studio dimostra ben altro, e prende in considerazione la salute di tutti gli insetti, non solo degli impollinatori come api e bombi. È stato condotto in Germania da un gruppo di ricercatori della Martin Luther University Halle-Wittenberg, che ha studiato il modo in cui la crescita urbana impatta sulle popolazioni di insetti e che differenze ci sono, in termini di quantità e biodiversità, con le aree rurali. Gli scienziati hanno scoperto che gli impollinatori visitano più spesso i fiori che crescono in città rispetto a quelli che stanno in campagna; in particolare, bombi e api rappresentano rispettivamente il 75% e il 9% dei visitatori abituali.

 

Città biodiverse? Questo non significa che le aree urbane siano in assoluto più ricche di vita rispetto a quelle rurali: guardando a tutti gli insetti, il team ha scoperto che nelle zone di campagna la biodiversità rimane più alta di quella urbana - la differenza la fa la presenza degli impollinatori, che preferiscono la città ai campi. Il motivo si spiega facilmente: anche se sembra paradossale, un contesto urbano è più favorevole a questi insetti, perché è più vario in termini di cibo e più ricco di potenziali rifugi e luoghi dove fare il nido; a confronto, un campo coltivato è un ambiente "piatto", che contiene spesso una singola specie vegetale, e molte meno opportunità di nascondersi.

 

C'è una spiegazione anche del perché solo alcuni impollinatori prosperano in città, mentre altri (le farfalle, per esempio) continuano a preferire la campagna: le città sono ambienti vari e in costante mutamento, e api e bombi sono più attrezzati ad adattarsi a questo cambiamento e a orientarsi in luoghi sconosciuti; al contrario, l'assenza di punti di riferimento evidenti nelle zone coltivate agisce da deterrente per api e bombi.

 

23 febbraio 2020 | Gabriele Ferrari