Animali

Le api hanno bisogno di paesaggi eterogenei per prosperare

Le api selvatiche stanno meglio, possono crescere e riprodursi, se riescono a nutrirsi in zone ad alta biodiversità.

Anche le persone più distratte e disinteressate alle sorti del pianeta sono ormai familiari con espressioni come "l'ecatombe delle api" o "l'estinzione degli impollinatori". Riscaldamento globale, inquinamento, pesticidi, consumo di suolo e la riduzione delle aree verdi, stanno creando parecchi problemi a tutti quegli insetti dai quali dipende la riproduzione delle piante, e gli effetti a cascata sull'intero ecosistema potrebbero essere catastrofici.

Campi di fiori? Per le api non bastano. Un declino che si può fermare restituendo alle api (e a tutti gli altri insetti che impollinano) il loro habitat, e proteggendo le aree verdi già esistenti. Già, ma quali? Un nuovo studio pubblicato su Landscape Ecology spiega che non basta riempire un campo di fiori per aiutare le api: la varietà di specie, e quindi anche di forme, colori e dimensioni, è fondamentale.

Il problema dell'estinzione delle api (lo studio si concentra solo su di loro, ma per molti versi è valido anche per gli altri impollinatori), è che non esiste una sola specie di ape: nel mondo ce ne sono quasi 20.000, e ciascuna di queste ha le sue esigenze e le sue preferenze in termini di cibo, che sono determinate tra le altre cose dalla forma del corpo, della lingua, delle ali e dalle dimensioni dell'animale.

Fiori di colza e fave. Lo studio, condotto da un team dell'università di Göttingen, parte proprio da questo presupposto: ci sono fiori che vanno bene per alcune api ma non per altre. Gli scienziati hanno quindi analizzato 30 popolazioni di api selvatiche presenti in altrettanti paesaggi semi-naturali (per esempio siepi e aiuole fiorite), ciascuno della dimensione di circa 1km2. Tutte le aree analizzate avevano una caratteristica importante in comune: la vicinanza con una monocoltura, in particolare quelle di colza e fava. Il motivo è semplice: entrambe le piante fanno fiori, ovviamente, ma questo non significa che vadano bene per tutte le api.

I fiori di colza, per esempio, sono ampi e consentono un facile accesso al nettare alle api più piccole, mentre quelli di fava sono più spesso frequentati da api con la lingua lunga, perché lì, tengono il nettare nascosto in fondo alla corolla. Il fatto che i fiori ci siano, quindi, non significa automaticamente che possano supportare le popolazioni di api; e infatti i risultati dello studio hanno dimostrato che i luoghi dove ci sono più specie diverse sono quelli dove, oltre alla cultivar principale, ci sono anche altre specie floreali.

L'importanza della forma. Le monocolture di colza, per esempio, sono poco accoglienti per le api che appartengono a specie sociali, mentre sono ricchi di specie solitarie, che generalmente sono più piccole; al contrario, i campi di fave ospitano molte specie sociali, in particolare i bombi, che hanno la lingua particolarmente lunga e non hanno problemi a raggiungere il nettare. I fiori non sono quindi abbastanza: in uno stesso campo serve una grande varietà di forme per sostenere le diverse specie di api che ci abitano.

19 luglio 2021 Gabriele Ferrari
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