La top ten dei nuovi mammiferi scoperti negli ultimi 10 anni

La scimmia dal volto umano è solo l'ultima di una lunga serie. Nella decade appena trascorsa non sono mancate le scoperte di nuove e curiose specie di mammiferi. Dal bradipo in miniatura al roditore senza denti, una carrellata degli incontri più strani nella classe di vertebrati a cui appartiene anche l'uomo.

Non perderti la gallery sulle 10 nuove specie più pazze scoperte nell'ultimo anno

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Scoperta nel 2007 da una coppia di ricercatori americani, John e Terese Hart, insieme ad altri 48 esemplari della stessa specie, questa scimmia è stata ribattezzata lesula (Cercopithecus lomamiensis) dal nome con cui viene chiamata nel cuore della foresta delle Repubblica del Congo dove vive. Alta circa 50 centimetri, si presenta piuttosto magra e slanciata e – secondo i ricercatori - ha un carattere tranquillo e schivo. Il volto senza peli è circondato da una criniera di lunghi peli che, a seconda degli esemplari trovati, va dal colore biondo al marrone. E questo lo fa assomigliare tantissimo all'uomo (e a un'altra specie di scimmia, il Cercopiteco di Hamlyn (Cercopithecus hamlyni)).
Vive sugli alberi e al suolo e segue una dieta a base di frutta e vegetali. Finora, come descritto in una ricerca pubblicata sul Plos online, ne sono stati contati 48 esemplari, in una zona di circa 17mila chilometri quadrati nella foresta congolese.

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Due microcebi di Goodman (Microcebus lehilahytsara) all'interno di una tana nel parco nazionale di Masoala in Madagascar. Questo piccolo lemure delle dimensioni di un topo, dalle orecchie piccole e rotonde e con una buffa striscia bianca sul naso è endemico delle foreste del Madagascar orientale, dove è stato avvistato per la prima volta nel 2005. Una curiosità: lehilahytsara in lingua malgascia significa "uomo buono". Un omaggio che i due scopritori del primate hanno voluto fare a Steve Goodman, scienziato del WWF e tra i maggiori esperti di lemuri.

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Questa nuova specie del genere Callicebus è stata scoperta in una regione ancora preservata della foresta tropicale del Mato Grosso (Brasile) nell'ambito di una spedizione del WWF nel 2010. I primati di questa famiglia vivono nel sottobosco delle umide foreste dell'America del Sud e sono ghiotti di frutta, insetti e foglie.
Secondo gli esperti l'animale si sarebbe evoluto separatamente dalle scimmie vicine a causa della presenza nel suo habitat di due fiumi, e relativi affluenti, che fungono da barriera naturale.

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Endemico della Isla Escudo de Veraguas, una piccola isola al largo di Panama, il Bradipo pigmeo (Bradypus pygmaeus) è stato descritto per la prima volta nel 2001. Lungo una cinquantina di centimetri (il 20% in meno circa rispetto ai suoi "cugini" che abitano la terraferma), è un mangiatore di foglie con ritmi metabolici molto lenti. La ristrettezza del suo habitat e la progressiva invasione di turisti delle isole panamensi potrebbe mettere in serio pericolo la sua sopravvivenza, tanto che il piccoletto è stato iscritto nella lista IUCN come "Critically Endangered", molto a rischio.

Sai perché i bradipi sono noti per la loro lentezza?

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Nonostante l'aspetto un po' inquietante questo pipistrello del genere Syconycteris, scoperto nel 2010 sui Monti Foja (Indonesia) in una spedizione della National Geographic Society è totalmente disinteressato all'uomo: si nutre del nettare dei fiori, volando di bocciolo in bocciolo come una specie di colibrì. Così facendo si sporca di polline e contribuisce all'impollinazione delle piante della foresta.
Nel corso di quella spedizione sono state scoperte decine di nuove specie sconosciute: le più curiose (compresi una rana pinocchio e un canguro in miniatura) in questa gallery

Il sito di Tim Laman, il biologo che per primo ha fotografato la specie

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leopardo

Originario di Borneo e Sumatra, il leopardo nebuloso della Sonda (Neofelis diardi) si è diversificato dai leopardi nebulosi continentali un milione e mezzo di anni fa, a causa della presenza di barriere geografiche tra le due popolazioni. Descritto per la prima volta nel 2006 è stato però filmato solamente nel 2010: si tratta infatti di un tipo piuttosto solitario. Il nome curioso è dovuto alla forma delle macchie nere, ovali e irregolari, simili a tante piccole nuvole, che gli tappezzano il manto.

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Un Burrunan (Tursiops australis), nuota nelle acque di Port Phillip, a Melbourne, Australia. Solo 150 esemplari di questo cetaceo, a lungo ritenuto una delle due varietà viventi di tursiope, sono rimaste in circolazione. A descriverle per la prima volta è stata, nel 2011, una ricercatrice della Monash University (Australia) che ha comparato geneticamente le popolazioni di burrunan con quelle di altre specie di tursiopi: le differenze hanno giustificato la scoperta di una specie distinta.

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Simile a un piccolo cervo, la saola (Pseudoryx nghetinhensis), un bovino selvatico che vive tra Vietnam e Laos, è stata descritta per la prima volta nel 1992 in seguito alla scoperta di tre scheletri di questa specie ma avvistata solamente nel 2010. Quell'anno un esemplare fu catturato in un villaggio laotiano ma morì poco prima che il governo potesse inserirlo in un programma di conservazione. Finora i rari esemplari tenuti in cattività sono morti, segno che il mammifero non è adatto per vivere accanto all'uomo.

roditore

Il colmo per un roditore? Essere senza denti, naturalmente. E in effetti al povero Paucidentomys vermidax, scoperto in una remota foresta del Sulawesi (Indonesia) nel 2011, è successo proprio questo: salvo due incisivi posti alla sommità del muso, è totalmente privo di molari. Cosa rosicchia, quindi? I morbidi e viscidi vermi che trova sottoterra con l'aiuto del muso affusolato.

Sorrisi bestiali: denti in mostra nel mondo animale

topo

Ha orecchie, testa, occhi e denti più grandi di tutti gli altri topi europei il topo ciprota (Mus cypriacus) scoperto per la prima volta nel 2006. I ricercatori dell'Università di Durham che l'hanno identificato l'hanno definito un "fossile vivente": si tratta infatti dell'unica specie di roditore che vive a Cipro sin da prima dell'arrivo dell'uomo sull'isola, 9-10 mila anni fa. Quasi tutte le altre specie endemiche dell'isola scomparirono poco dopo la colonizzazione umana.

Scoperta nel 2007 da una coppia di ricercatori americani, John e Terese Hart, insieme ad altri 48 esemplari della stessa specie, questa scimmia è stata ribattezzata lesula (Cercopithecus lomamiensis) dal nome con cui viene chiamata nel cuore della foresta delle Repubblica del Congo dove vive. Alta circa 50 centimetri, si presenta piuttosto magra e slanciata e – secondo i ricercatori - ha un carattere tranquillo e schivo. Il volto senza peli è circondato da una criniera di lunghi peli che, a seconda degli esemplari trovati, va dal colore biondo al marrone. E questo lo fa assomigliare tantissimo all'uomo (e a un'altra specie di scimmia, il Cercopiteco di Hamlyn (Cercopithecus hamlyni)).
Vive sugli alberi e al suolo e segue una dieta a base di frutta e vegetali. Finora, come descritto in una ricerca pubblicata sul Plos online, ne sono stati contati 48 esemplari, in una zona di circa 17mila chilometri quadrati nella foresta congolese.