La tigre di casa

Osservatori curiosi e sperimentatori attenti, capaci e impacciati allo stesso tempo, qualche volta schivi e guardinghi, oppure affettuosi e teneroni: ecco a voi i segreti dei gatti.

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Dagli impervi territori africani il gatto è entrato nel mondo degli umani con un bagaglio da cacciatore. Con il tempo ha imparato a essere docile e socievole, pur mantenendo molte delle sue caratteristiche selvatiche e tra devozione e pregiudizi è giunto fino a noi.
Recenti ritrovamenti archeologici sull'isola di Cipro sposterebbero l'inizio dell'incontro tra uomo e gatto al periodo neolitico. Gli Egizi adoravano i gatti e per questo molti dei loro nemici li odiavano. I Persiani pensarono addirittura di usare i gatti in battaglia come "arma" impropria: i soldati egizi, che non potevano uccidere i piccoli felini, quando li videro sul campo, rinunciarono ad attaccare e si ritirarono.

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In Italia c'è un esercito di quasi 7 milioni e mezzo di gatti che aspettano ogni sera il padrone al focolare. Una tendenza in crescita che denota come siano ormai superate maldicenze e luoghi comuni (portatori di malattie, malfidati e opportunisti). Sono state anche riconosciute le loro capacità terapeutiche: la compagnia di un gatto è utile anche dal punto di vista psicologico (pet therapy), per questo spesso sono utilizzati in comunità di anziani e disabili. Dal 1978 esiste una dichiarazione dei diritti degli animali domestici, ispiratrice in Italia di disposizioni di legge come quelle contro l'abbandono e il commercio di pellicce di gatto (per farne una ci vogliono 24 esemplari) e di cane.

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Il gatto selvatico è un animale schivo e solitario e non ama né la compagnia di quelli della sua specie né di altri animali.
Il gatto domestico invece, pur mantenendo una certa diffidenza nei confronti degli estranei, è socievole e vive in comunità anche quando si rinselvatichisce. I gatti randagi, infatti, sono portati a formare gruppi spontanei. Questo comportamento "sociale", i gatti lo hanno "appreso" in millenni di convivenza con gli uomini.
Tailandia: una gatto e una scimmia (nella foto) abbandondati entrambi dai legittimi proprietari in un tempio sono diventati inseparabili amici, un atteggiamento "inaccettabile" per un gatto selvatico.

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Gli antichi Egizi pensavano che i gatti trattenessero negli occhi la luce del giorno per utilizzarla al buio. In realtà questi felini hanno occhi adatti per vedere con poca luce. La retina, infatti, è più ricca di bastoncelli (i recettori della luce adatti alla visione notturna). Ai gatti basta un sesto della luce che serve all'uomo per vederci. Ma il loro vero segreto è il tapetum lucidum, uno strato di cellule riflettenti posto dietro la retina. Amplifica la luce quando penetra nell'occhio, "fornendo" più informazioni ai bastoncelli e dà all'occhio il tipico colore verde-oro fosforescente. Al crepuscolo o all'alba, quando di solito i gatti cacciano, la pupilla può dilatarsi fino al 90% della superficie dell'occhio per far passare più luce possibile.

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Il gatto in natura è un grande predatore di piccoli mammiferi: uccellini, topi e talpe. Gran parte dei suoi organi sensoriali sono quindi predisposti per questo tipo di attività.
Gli occhi possono cogliere veloci e piccolissimi movimenti, e le orecchie, che se necessario ruotano anche indipendentemente una dall'altra, arrivano a percepire suoni molto acuti, come lo squittio di un topo, con una frequenza tre volte superiore a quella percepita da noi. Per questo non amano i toni di voce o la musica troppo alti.
Con le vibrisse cioè i peli grossi che si trovano sopra la bocca (i baffi), sugli occhi (le sopracciglia) e sulle zampe anteriori, avvertono le vibrazioni di un topo che si muove anche a distanza.

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Il gatto sembra progettato apposta per muoversi nell'ambiente riuscendo quasi sempre a non farsi male. Anche durante le operazioni più pericolose, come quando cade da vari metri di altezza. Paradossalmente però qualche volta sono i voli brevi ad essergli fatali: cadendo in velocità da pochi metri, infatti, ha poco tempo per raddrizzarsi correttamente. Mentre cadendo da un'altezza molto elevata può comodamente ruotare, anche di 180° se necessario, e rilassare tutti i muscoli del corpo per ridurre l'impatto.
L'equilibrio nell'atterraggio è dato dalla coda, mentre le zampe anteriori indipendenti dalla spalla fungono da ammortizzatori.

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Nel "vocabolario" degli animali gonfiarsi vuol dire "minaccia in corso". Che sia per motivi di offesa o di difesa poco importa, l'importante è sembrare più grandi di quello che si è. La strategia della violenza minacciata serve a ottenere la vittoria (una femmina, o un territorio) evitando però la lotta nella quale entrambi i contendenti potrebbero riportare danni a volte anche mortali.
La tipica postura del gatto arrabbiato: schiena inarcata, coda sollevata e dritta, pelo rizzato, testa alta, sguardo fisso e orecchie basse. I gatti inoltre come molti altri animali emettono suoni utili a spaventare l'avversario usando l'urlo come una specie di prova di forza.

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I segnali odorosi per i gatti hanno un'importante funzione sociale, quando un gatto segna il suo territorio con l'urina, quello che passerà successivamente sarà in grado di "leggere" in quell'odore tutta una serie di informazioni che non potrebbe trovare in altro modo. I gatti hanno un olfatto due volte superiore a quello dell'uomo. Ma non solo l'urina è veicolo di informazioni: sul mento, sulla coda e sulla fronte ci sono ghiandole che producono sostanze odorose con cui di solito "firmano" alcuni oggetti. Mamma gatta si struscia sui piccoli per lasciare su di loro il suo odore e spesso i gatti di casa lo fanno con gli uomini in segno di affetto e amicizia.

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Rovesciarsi sulla schiena con le gambe all'aria è un segno inequivocabile di fiducia. In natura, infatti, mostrare l'addome che è la parte più vulnerabile del corpo indica totale abbandono. Un giovane gatto esprime così rispetto per uno più anziano o sottomissione entrando nel territorio di un altro.
Quando un gatto è rilassato o felice spesso fa anche le fusa: un modo di far "suonare" il corpo che accompagna il contatto fisico tra madre e cuccioli e in seguito anche quello tra gatto e uomo. Le sorde vibrazioni delle fusa sono prodotte dal diaframma e dalle corde vocali e controllate direttamente dal sistema nervoso centrale.

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Chissà che cosa direbbe un gatto vissuto qualche millennio fa nella selva, di questo pigro discendente che comodamente seduto al tavolino di un ristorante per gatti in Ucraina, aspetta il suo pasto come lui una volta aspettava la talpa fuori dalla tana.
Ma per quanto viziati, impigriti e vezzeggiati i gatti di casa mantengono la loro caratteristica fondamentale: l'istinto predatorio. I gatti cacciano e uccidono a prescindere dalla fame che hanno, la risposta predatoria di fronte a piccoli animali è quasi un riflesso istintivo e automatico.
Il gatto rimane un animale terrestre, che si è sviluppato per lo più in aree asciutte e desertiche e quindi, tranne qualche eccezione, non ama l'acqua.

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A tutti è capitato di sentire quanto sia ruvida la lingua di un gatto e per capire perché basta dare un'occhiata a questa immagine ingrandita al microscopio. La sua superficie è rivestita di papille a uncino che fungono da spazzola per pulire il pelo del mantello o un osso dalla polpa.
I piccoli felini di casa anche se non stanno tutto il giorno a cacciare e non si sporcano molto, passano gran parte del loro tempo a leccarsi il corpo per pulirsi e per mantenere regolare la temperatura corporea. Per i gatti la pulizia ha anche una funzione sociale, ci si pulisce tra "familiari", gatti, umani, etc.

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I gatti sono capaci di passare molte ore immobili in lunghi appostamenti per catturare un topo e dopo, per allentare la tensione, fanno lunghe corse balzando di qua e di là. Una versione selvaggia di quelle scorribande che ogni tanto fanno anche in casa.
E poi finalmente il meritato riposo a cui i mici dedicano 16 ore al giorno. Ma solo un quarto di queste sono di sonno profondo. Nelle restanti ore hanno le orecchie all'erta e il cervello sempre vigile, pronti per reagire immediatamente a un pericolo.
Al risveglio si stirano con cura, per riattivare la circolazione dei muscoli, pronti per una nuova caccia.

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Il fatto di essere stati sacri per gli Egizi, pagani e politeisti, non ha reso la vita facile al gatto in terra cristiana, dove nel Medioevo fu protagonista di una vera persecuzione. Il gatto era considerato, infatti, un animale da temere perché detentore di poteri magici malefici e "parente" delle streghe. Prigioniero di maldicenze e superstizioni spesso il gatto veniva usato per scacciare la malasorte, per esempio seppellendolo in una parete di una casa in costruzione.
Il gatto nero in particolare è stato vituperato per lungo tempo e tuttora si pensa che porti sfortuna. Ma non ovunque: in Gran Bretagna farsi attraversare la strada da un gatto nero è di buon auspicio.

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Bastet, dea sacra agli Egizi, aveva le sembianze di una bella donna dalla testa di gatto… Niente a che vedere con questo monumentale gatto che il padrone ha voluto erigere a futura memoria del suo amato micio.
I gatti, come tutti gli animali, non hanno il concetto della morte e non sanno che un giorno moriranno. Quando stanno male associano il dolore all'aggressione, come se una forza oscura li stesse sfidando. Di fronte a una minaccia i gatti reagiscono sempre con l'attacco o la fuga, in questo caso l'aggressore è invisibile e quindi "inattaccabile", l'unica cosa da fare è fuggire. Ecco perché molti gatti si nascondono quando soffrono e spesso muoiono da soli.

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Tranquillo e sicuro di sé questo micio non sembra preoccupato del baratro che si apre sotto alle sue zampe. Il gatto sta camminando in equilibrio precario sulla ringhiera di un grattacielo di Santiago, Cile, per la precisione al 17esimo piano. Il suo padrone ha fatto in tempo a fargli una foto prima che il felino rientrasse in casa. I gatti sono dotati di un organo vestibolare particolarmente ben sviluppato che permette loro di rigirarsi durante una caduta voltando prima la testa, quindi le zampe anteriori, poi quelle superiori, fino ad atterrare in piedi. Ciò nonostante, un volo da una simile altezza - ma anche da un'altezza minore - sarebbe rovinoso anche per un equilibrista nato.

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Zampetta tranquillo e silenzioso, eppure in molti ancora oggi, se incrociassero la sua strada farebbero gli scongiuri. Vittime della superstizione dai tempi del Medioevo, i gatti neri soffrono tuttora una forma di discriminazione dovuta al colore del loro pelo.
Oggi è la Giornata del Gatto Nero, istituita da AIDAA, l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, per proteggere questi mici da uno sterminio silenzioso che si consuma ogni anno dalla festa di Halloween in poi. Secondo l'organizzazione, ancora nel 2011, 15 milioni di italiani fanno gesti scaramantici alla vista di un gatto nero.
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