Animali

La Terra sull'orlo di una nuova estinzione di massa

I nipoti dei nostri nipoti potrebbero dover affrontare la sesta estinzione di massa della storia della Terra: un evento drammatico, che spazzerebbe via più di tre quarti delle specie viventi. Sono le preoccupanti conclusioni di un recente studio americano. Ma evitare la catastrofe è ancora possibile. (Focus.it, 3 marzo 2011)

Scoprire che la Terra è sull’orlo di una nuova estinzione di massa non è probabilmente il modo migliore per iniziare la giornata. Eppure diversi scienziati sono convinti che il crescente numero di specie in pericolo, dai più piccoli microrganismi ai grandi mammiferi, sia un chiaro indicatore dell’avvicinarsi di questo evento. Negli ultimi 540 milioni di anni il nostro pianeta ha già affrontato cinque di questi momenti, assistendo ogni volta alla completa scomparsa di almeno il 75% delle specie animali viventi.

L'inizio della fine
In un articolo pubblicato oggi su Nature, un gruppo di paleobiologi dell’Università di Berkley fa il punto della situazione, e confronta la situazione attuale con quella di 540 milioni di anni fa.
«Se consideriamo solo i mammiferi più a rischio, quelli che hanno almeno il 50% di probabilità di estinguersi nelle prossime 3 generazioni, e ipotizziamo che entro i prossimi 1000 anni saranno definitivamente scomparsi, siamo certi di essere prossimi a una nuova estinzione di massa» afferma Anthony D. Barnosky, docente di biologia e principale autore della ricerca. Ma c’è di più: «Se tutte le specie oggi classificate come fortemente minacciate o vulnerabili scomparissero e il ritmo di estinzione non accennasse a diminuire, l’estinzione di massa potrebbe manifestarsi in un periodo compreso tra i prossimi 300 e 2200 anni».
C’è però anche qualche buona notizia. Secondo Barnosky non è troppo tardi per tentare di salvare le specie a rischio, ma per farlo occorre combattere contro surriscaldamento globale, distruzione degli habitat, deforestazione, epidemie.

Ecco il colpevole
Lo scienziato fa notare che fino ad oggi si è comunque estinto solo l’1-2% delle specie sotto osservazione: è un segnale positivo ma che non deve comunque indurre ad abbassare la guardia, anche perché, secondo i ricercatori di Berkley l’attuale tasso di estinzione delle specie è più alto rispetto al passato.
I ricercatori hanno calcolato che negli ultimi 500 anni sono si sono estinte 80 specie di mammiferi su 5570, mentre la media negli ultimi 500 milioni di anni è stata di gran lunga più bassa: appena due estinzioni ogni milione di anni.
«La moderna estinzione di massa è guidata da una pericolosa miscela di cambiamenti climatici e attività umane: le conseguenze di questo fenomeno potrebbero essere imprevedibili, molto serie e, soprattutto, irreversibili» dichiara H. Richard Lane, direttore della National Science Foundation's Division of Earth Sciences che ha finanziato lo studio.

Lo studio
Gli scienziati hanno calcolato i tassi di estinzione nelle diverse ere basandosi sulle evidenze fossili e, per le epoche più recenti, sulle cronache scientifiche. Lo stesso Barnosky ammette che il metodo non è esente da errori: la datazione dei fossili non è mai precisa e non si può essere certi di aver conteggiato ogni specie che sia mai esistita. La scelta di limitare lo studio ai mammiferi è stata dettata da motivi pratici: seguirne la storia fossile è più semplice rispetto ad altre classi di animali. Per confermare i risultati dello studio occorrerà comunque allargare lo spettro della ricerca a pesci, uccelli e invertebrati.
«Il nostro lavoto sottolinea la necessità di intervenire per tutelare le specie a rischio: solo così sarà possible preservare la biodiversità nel lungo periodo. Se invece la maggior parte di loro morirà, entro i prossimi 1000 anni il mondo si troverà a dover affrontare la sesta estizione di massa»

3 marzo 2011
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