La strana società delle formiche in un bunker atomico

Una colonia di 100 mila esemplari ha costruito una comunità parallela, improduttiva e senza via di scampo in una base sovietica dismessa. Dove gli insetti adulti continuano a migrare e a morire.

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Una Formica polyctena al microscopio elettronico.|Science Photo Library

Continuare a lavorare. Anche se le speranze di rivedere la luce sono pari a zero: sembra essere questa la filosofia di una popolazione di 100 mila formiche rosse della specie Formica polyctena, scoperta nel 2013 in un bunker sovietico abbandonato non lontano da Templewo, Polonia occidentale.

 

Serrate le fila! La colonia ha destato l'interesse degli entomologi del Museo e Istituto di Zoologia di Varsavia per la militaresca organizzazione che gli insetti si sono imposti, nonostante le possibilità di uscire dalla base siano nulle. Di norma queste formiche nidificano creando un soffice rilievo terroso alla base della foresta, e si nutrono delle secrezioni zuccherine rilasciate dagli afidi sugli alberi.

L'aspetto che comunemente hanno i nidi di Formica polyctena. | Wikimedia Commons

salto nel vuoto. Nel bunker, hanno allestito la colonia sulla base di terracotta del pavimento, proprio sotto a un condotto di ventilazione lungo 5 metri, unico accesso all'esterno. Proprio lì sopra, nella foresta, si trova un nido di formiche della stessa specie, che precipitano nel bunker attraverso un foro creatosi nel condotto arrugginito.

 

In trappola. È un viaggio di sola andata: per qualche ragione, una volta nel bunker le prigioniere non provano più a risalire le pareti di 2,3 metri del rifugio, e rimangono intrappolate al suo interno. Fanno allora quello che le formiche fanno sempre: lavorano alla costruzione del nido. Ma intorno, non c'è alcuna fonte di cibo e le operaie non fanno che morire di fame, ammassandosi in strati sempre più spessi sul fondo della "gabbia" (dove ci sarebbero ormai 2 milioni di "cadaveri").

 

I ranghi? Inutili. Oggi il nido occupa quasi interamente il suolo del bunker, una base di tre metri per uno. Ma è una costruzione autogestita, perché in questa società non esistono gerarchie: manca una regina e non c'è traccia di larve, pupe o bozzoli. Non ci sono maschi e l'unico, continuo ricambio di forza lavoro adulta destinata a morire arriva dal condotto dell'aria.

 

Per gli scienziati, questo "nido-non nido" è un'alternativa alla colonia vera e propria presente in superficie. Le formiche l'avrebbero costruito per semplice istinto.

 

 

07 Settembre 2016 | Elisabetta Intini