Animali

La stanza con più di 10 mila ragni

L'inferno in Terra per ogni aracnofobico si trova in un laboratorio dell'Università di Oxford, dove le affascinanti creature vengono allevate a scopo di ricerca.

L'ingresso somiglia al pesante portellone di un sottomarino. Il meccanismo è un po' vecchio e ogni tanto si inceppa: per gli studenti che si avventurano quaggiù, può significare restare chiusi dentro. In tal caso, a far loro compagnia ci sarebbero oltre 10 mila creature su 8 (o più) zampe: nel laboratorio di Alistair McGregor, biologo evolutivo dell'Università di Oxford, crescono e si moltiplicano ragni di casa comuni americani (Parasteatoda tepidariorum), tarantole, ma anche millepiedi e altre temute creature.

L'atmosfera è deliberatamente nebbiosa, per replicare le condizioni di umidità congeniali agli "ospiti"; ogni tanto un grillo riesce a sfuggire nel corridoio e lo si sente cantare, finalmente libero. Il numero dei ragni difficilmente sale sopra la cifra censita: questi animali si divorano a vicenda, e il loro cannibalismo aiuta a mantenere sotto controllo la popolazione.

Superpoteri. Se si supera il timore iniziale, il mondo descritto in un articolo su BBC Future è davvero pieno di fascino. Diciotto specie di ragni tra quelli che vivono nel seminterrato sanno nuotare e pescare; alcuni riescono ad assumere le sembianze di una foglia, altri usano peletti sensoriali per captare il passo vicino di una persona. Alcuni sono velenosi: in certe teche si muove il Loxosceles reclusa, che produce un veleno in grado di necrotizzare rapidamente i tessuti.

Il ragno eremita marrone (Loxosceles reclusa), che secerne un veleno fortemente tossico, ha anche l'abitudine di nascondersi nelle scarpe. © Shutterstock

Uomini-ragno. Sotto il profilo genetico, i ragni sono soggetti di ricerca particolarmente interessanti. Benché ci separino 800 milioni di anni di evoluzione, ci somigliano più di quanto si possa pensare. Anticamente, una femmina di ragno diede accidentalmente origine a una prole con un doppio set di istruzioni genetiche: nel corso dell'evoluzione nel mondo animale, è accaduto soltanto 5 volte, due delle quali negli antenati comuni di tutti i vertebrati (uomo incluso).

Dal punto di vista evolutivo, ciò comporta che mentre il primo gene trasmette l'istruzione originale, il secondo sia libero di gestire utili variazioni sul tema: nei vertebrati, avere una copia extra di ogni gene ha contribuito per esempio a trasformare tessuto cartilagineo in tessuto osseo. I ragni usano inoltre un gene identico a quello umano - il gene Pax-6 - per codificare le istruzioni per le loro quattro paia di occhi.

Ricambio continuo. Queste creature si riproducono con estrema facilità: una femmina di ragno domestico americano può produrre 400 uova ogni 5 giorni - tutte perfettamente trasparenti, adatte a osservare lo sviluppo dell'embrione. Per un certo periodo, i baby ragni non vanno nutriti.

Dopo aver adagiato il bozzolo di seta con le uova tessuto dalla madre in una capsula di Petri, i ricercatori aspettano che i nuovi nati si cannibalizzino a vicenda, e che emerga il più forte e grasso, che sarà prelevato e sfamato con grilli e moscerini della frutta.

Il tutto avviene in una decina di giorni: l'intera collezione di Mc Gregor proviene da 10-20 ragni inizialmente tenuti a Göttingen, in Germania.

Prospettive. In luoghi sinistri come questo avvengono scoperte potenzialmente importanti per la nostra salute. In poco più di una decina di anni - la ricerca sui ragni è un'area relativamente giovane - questi animali hanno contribuito a scoperte utili su malattie cardiache e invecchiamento, mentre le proteine trovate nel veleno di alcuni di loro potrebbero un giorno servire contro danni cerebrali, distrofia muscolare e impotenza.

19 settembre 2017 Elisabetta Intini
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