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La salute degli uccelli italiani

Sono tra gli animali più visibili e presenti, dalle città alle montagne: una approfondita analisi ha svelato quanti e quali sono in pericolo. Ecco come potete contribuire alla raccolta di informazioni.

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Le zone umide rappresentano i siti di maggiore concentrazione della biodiversità di uccelli. Malgrado la loro tutela, molti sono soggetti a profondo degrado ambientale, che mette a rischio l’esistenza di diverse popolazioni di uccelli. | S. Pirrello/Ispra

L'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha pubblicato il rapporto sull’applicazione della direttiva comunitaria 147/2009/CE, la cosiddetta Direttiva uccelli, la prima in materia di conservazione della natura.

 

Il rapporto, disponibile online sul sito dell’Istituto, nasce dalla collaborazione tra Ministero dell’ambiente, Regioni e Province autonome, Ispra e Lega Italiana Protezione Uccelli, e raccoglie le migliori informazioni disponibili dal 2008 al 2012 sull’andamento demografico e sulla distribuzione geografica di 306 popolazioni di uccelli nidificanti o svernanti in Italia - mentre per molte altre specie non sono ancora disponibili informazioni.

 

Scomparsi? Si scopre così che una specie che per tutti è comunissima, la passera d’Italia (il comune passero), è diminuito del 30% negli ultimi 20 anni, così come molte specie che abitano nelle campagne, come l’allodola e la ballerina, oppure la rondine (vedi sotto). Tra i più sofferenti, un piccolo ed elegante airone notturno, la nitticora, che è diminuita del 60%.

 

Perdita dell’habitat, pesticidi e invadenza delle attività umane, non ultima la caccia, hanno contribuito alla diminuzione di molte delle specie considerate dallo studio: le specie più vulnerabili si trovano in ambienti di prato­-pascolo, nei seminativi e nelle zone umide.

 

Averla piccola (Lanius collurio). È una delle specie in declino preoccupante. Le più importanti minacce per la specie sono la sottrazione di habitat e la diminuzione delle prede. | A. De Faveri/Ispra

NEI PARCHI Si sta meglio. Fortunatamente altre specie stanno meglio, forse grazie all’aumentata consapevolezza dell’importanza della natura e alla presenza di zone protette. Il Rapporto ha prestato particolare all’importanza e al ruolo delle 610 Zone a protezione speciale della Rete Natura 2000, strategiche per la conservazione delle specie più vulnerabili. Le zone protette, di varie dimensione e livello di salvaguardia, ospitano oltre il 50% della popolazione nazionale di almeno 54 delle 90 specie per le quali la Direttiva Uccelli prevede un regime speciale di protezione degli habitat.

 

Aiuto dai lettori. Anche Focus può contribuire ad aumentare le conoscenze su alcune specie, come le rondini e i balestrucci. Sono facilmente confuse, ma la rondine ha la gola rossa e le penne esterne della coda molto lunghe, mentre il balestruccio ha il groppone bianco.

 

Queste due specie, amiche dell’uomo, erano una volta comunissime ma hanno subito una diminuzione drastica, dovuta a svariati fattori, come la ristrutturazione di edifici (stalle ed edifici agricoli per le rondini, case in città per i balestrucci), l’uso di pesticidi, la distruzione dei nidi, la perdita di habitat di alimentazione o sosta notturna (come prati stabili, canneti eccetera), la cattura per scopi alimentari nelle aree di svernamento.

 

Censire e monitorare i nidi di rondine e balestruccio è quindi molto importante per stimare la diminuzione di queste specie, che simboleggiano la biodiversità in ambito urbano. Per segnalare la presenza di nidi di rondini e balestrucci è necessario collegarsi alla piattaforma Ornitho.it. I dati verrano poi elaborati da professionisti e potranno fornire indicazioni sull’ecologia di queste specie così importanti.

 

Vedi anche

 

16 giugno 2015 | Marco Ferrari