La formica vampiro, "armata" di metallo

La nuova specie del Cretaceo, imprigionata nell'ambra con la sua preda: aveva fauci acuminate per forare le prede e appendici corazzate per colpire con più forza.

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La Linguamyrmex vista da vicino: si notano le mandibole acuminate rivolte all'insù, e il corno-lucchetto che chiude la trappola mortale.|Barden et al., Syst Entomol (2017)

Il fossile di una formica succhia-sangue vissuta 98 milioni di anni fa è stato scoperto in una goccia d'ambra rinvenuta in Myanmar (Birmania). La specie finora sconosciuta, chiamata Linguamyrmex vladi, appartiene al genere estinto delle Gerontoformica, un gruppo di imenotteri del Cretaceo scomparso prima che l'antenato delle odierne formiche vedesse la luce.

 

La struttura mandibolare della predatrice del Cretaceo sono tali che, a confronto, i morsi delle formiche proiettile potrebbero essere carezze di farfalle. Al posto di semplici mandibole rivolte verso il basso (come quelle delle formiche di oggi, vedi l'immagine qui sotto) l'insetto mostra infatti apparati affilati, a forma di falci, che puntano verso l'alto, circondati da una peluria che doveva avvertire le vibrazioni delle prede e attivarne la chiusura quasi istantanea.

 

Linguamyrmex vladi, formiche, cretaceo
Nelle formiche odierne, le mandibole sono rivolte verso il basso. Vedi anche: lo scarafaggio-predatore che visse con i dinosauri.
| Chandan Kumar / Flickr / CC BY-NC-ND 2.0
Linguamyrmex vladi, formiche, cretaceo
La disposizione della formica e della larva di cui probabilmente si stava nutrendo: le mandibole non sono conficcate nella preda, a differenza del corno. | Barden et al., Syst Entomol (2017) / ScienceAlert

Senza via di fuga. Ad assicurare la "morsa" letale, provvedeva un'appendice a forma di corno, che si chiudeva sulle fauci come fosse il braccio di un lucchetto. Le radiografie del fossile rivelano che quest'organo era rinforzato con particelle di metallo, che la formica sequestrava forse dalla dieta, e che usava per bucare la corazza delle prede con ancora maggiore efficacia.

 

Una preda è rimasta intrappolata nell'ambra accanto alla formica: la larva di un coleottero, con il corno dell'insetto conficcato nel corpo.

 

Secondo i ricercatori del New Jersey Institute of Technology, che hanno analizzato il reperto, la "formica vampiro", che non per nulla porta vladi nel nome, ne succhiava l'emolinfa con una sorta di organo-cannuccia sistemato tra le mandibole. Armi così ingombranti rendevano più semplice succhiare il nutrimento, anziché masticare.

 

14 Settembre 2017 | Elisabetta Intini