La fisica dell'abbraccio dei pinguini imperatori

Per amor di sopravvivenza rimangono incollati l'uno all'altro, muovendosi come le auto invischiate nel traffico, o come i pesci di un banco.

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L'unione fa la forza, quando si tratta di sopravvivere a temperature che non perdonano. Photo: Anne Froehlich, Flickr

Sui ghiacci dei mari antartici, durante il periodo della cova delle uova, i maschi di pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri) si stringono in un abbraccio collettivo. E non per tirarsi su di morale, ma per ripararsi dalle rigide temperature che sfiorano i -50 °C e sopravvivere ai venti gelidi dell'inverno polare.

Stipati l'uno contro l'altro questi animali si muovono guadagnando un centimetro alla volta, seguendo un moto ondulatorio che tanto somiglia alla "Ola" da stadio e che per la prima volta è stato studiato dal punto di vista fisico. Rivelando sorprendenti analogie con una situazione che conosciamo bene: quella degli ingorghi stradali.

Alcuni ricercatori dell'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research di Bremerhaven (Germania) hanno filmato e analizzato i movimenti delle colonie di pinguini imperatori, scoprendo che i pinguini, un po' come i pesci che si spostano in banchi, non hanno un'idea complessiva del gruppo, ma piuttosto seguono i movimenti dell'esemplare più vicino a sé, spostandosi in avanti appena il compagno accanto procede.

Moltiplicando questi piccoli aggiustamenti per le migliaia di pinguini imperatori della colonia si ottiene il movimento a "onda" osservabile nei filmati. Ogni pinguino può innescare la "Ola" collettiva con il più piccolo movimento (anche semplicemente spostando l'uovo che cova da una zampa all'altra). La velocità dell'onda globale dipende dalla velocità del movimento del singolo che l'ha innescata, come avviene per le auto che ripartono al verde del semaforo.

Guarda anche il video in time-lapse dei movimenti di una colonia (il testo prosegue sotto al filmato):

Dall'analisi dei filmati è emersa anche la distanza che i pinguini imperatori considerano ideale: a questi animali piace rimanere a non più di 2 centimetri l'uno dall'altro. Considerando che il loro strato isolante di piume è spesso 1,2 centimetri, l'abbraccio funge da seconda barriera contro il freddo, che non interferisce, però, con il naturale "giaccone" dei pennuti.

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19 Dicembre 2013 | Elisabetta Intini