l polpi risolvono i conflitti col linguaggio del corpo

Prima di sfoderare i tentacoli, i molluschi se la vedono a colpi di colori: una serie di filmati documenta il loro sbalorditivo codice gestuale (che spesso evita le risse).

Gesticolare viene facile anche solo con due mani... immaginate con otto! I polpi usano tentacoli, postura e colori per comunicare tra di loro in un modo estremamente articolato ed espressivo, soprattutto nelle situazioni più tese. Lo provano 53 ore di filmato di un gruppo di polpi australiani (Octopus tetricus) ripresi nei bassi fondali della Jervis Bay, nel sudest dell'Australia.

 

Se non la smetti... Che i polpi siano soliti cambiare spesso colore è un fatto noto, ma si pensava fosse una tattica di camuffamento, senza un preciso significato sociale: questo animale è considerato solitario e con scarse interazioni, ma evidentemente non è sempre così. I video acquisiti da David Scheel, dell'Alaska Pacific University (Anchorage, Australia), mostrano i cefalopodi anticipare le situazioni di conflitto con variazioni di colore e strane posizioni, di cui vedete un assaggio nel video in apertura.

 

La posa "Nosferatu": fatti sotto, se ci tieni. | David Scheel

Cerchi guai? Un polpo che ha intenzione di attaccare assume un atteggiamento "da Nosferatu": diviene sempre più scuro, allarga i tentacoli per ampliare il suo "mantello" e si porta più in alto rispetto al rivale.

 

È il loro modo per sembrare più grandi e mantenere una posizione dominante. Gli esemplari che vogliono appianare le cose ed evitare il conflitto assumono un colore più tenue, quasi pallido; al contrario, due polpi avranno più probabilità di azzuffarsi se entrambi si stanno scurendo.

 

Stretta di mano? Questi messaggi non verbali sembrano funzionare: nonostante l'alto numero di polpi della baia, i conflitti veri e propri non sono molti. Il gesto più comune nei filmati - e che non è ancora stato interpretato - sembra più accomodante: spesso un polpo nascosto in una tana estende un tentacolo verso l'esterno, e viene raggiunto dall'arto di un compare.

 

 

29 Gennaio 2016 | Elisabetta Intini