Il concerto assordante dell'insetto che canta con il pene

Pensate che gli animali più chiassosi siano quelli di grossa taglia? Sorpresa! L'esemplare che produce il rumore più assordante in relazione alle proprie dimensioni è un minuscolo insetto acquatico. Che utilizza uno strumento musicale molto particolare.

insetto
La porzione di corpo utilizzata dai maschi di Micronecta scholtzi per generare il suono ha un diametro pari alle dimensioni di un capello umano. Photo courtesy: J. Sueur (MNHN).

È lungo appena due millimetri, ma da solo produce un suono paragonabile a quello di un'intera orchestra ascoltata dalla prima fila di un teatro (ascolta a fine pagina).

 

L'animale più rumoroso della Terra in proporzione alle proprie dimensioni è un insetto di fiume diffuso in tutta Europa, il Micronecta scholtzi, anche detto "barcaiolo". Strofinando il pene contro l'addome in un processo chiamato "stridulazione" il piccoletto riesce a provocare un suono di 99,2 decibel, nelle frequenze udibili anche dall'uomo (intorno ai 10 kHz). Il tutto, utilizzando una porzione di corpo di appena 50 micrometri di diametro: «Non riusciamo a capire come possa produrre un suono così potente utilizzando una parte così piccola» ha spiegato James Windmill della University of Strathclyde di Glasgow (Scozia).

 

Gli animali più rumorosi sono generalmente quelli di grossa taglia, come gli elefanti (117 decibel) e alcune specie di balene (188 decibel).

I ricercatori hanno registrato il suono utilizzando alcuni microfoni acquatici. Il 99% dell'intensità del canto di questo animale, infatti, viene dispersa nell'acqua. Il rimanente 1% è sufficiente a far salire l'insetto nell'olimpo degli esemplari più rumorosi. Ma qual è la ragione evolutiva di un canto così assordante?


I ricercatori ipotizzano che il suono possa costituire parte del rituale di accoppiamento. Per attrarre la partner, i maschi competono tra loro cercando di produrre il rumore più intenso. Lo spauracchio dei predatori, che spinge molte specie a ridurre l'intensità del proprio canto, in questo caso manca: sembra che i "barcaioli" non abbiano predatori particolarmente sensibili all'acustica.
Approfondire lo studio dei meccanismi di produzione del suono in questi insetti sarà utile a fini conservazionistici - uso del suono per monitorare la quantità e lo stato di conservazione dei barcaioli - e in campo ingegneristico. Il verso di questo animale potrebbe suggerire migliorie anche in ambito acustico, per esempio nello sviluppo di sonar.




Ascolta anche il concertino di un altro "disturbatore acquatico": il gambero pistolero

 

04 Luglio 2011 | Elisabetta Intini