Animali

25.000 fossili raccontano 15 milioni di anni di vita nella foresta pluviale

In Cina è stato scoperto un ricco giacimento di ambra che racconta la storia della foresta pluviale (e che ci avverte anche sui rischi per il futuro).

La contea di Zhangpu, in Cina, è una miniera d'oro per chiunque si occupi di scavare nel passato del pianeta. Sia nel nostro (vi si trovano più di cento tulou, abitazioni tradizionali cinesi presenti solo nella provincia del Fujian), sia in quello di tutte le forme di vita che abitavano la Terra prima di noi: un gruppo di ricerca del Nanjing Institute of Geology and Palaeontology, un ramo della Chinese Academy of Sciences, ha appena pubblicato i risultati di uno scavo durato dieci anni e che ha portato alla luce migliaia di straordinari fossili conservati in ambra, che raccontano nei dettagli che aspetto aveva la foresta pluviale cinese 15 milioni di anni fa e ci permettono, confrontandola con quella attuale, di studiarne l'evoluzione. Lo studio è pubblicato su Science Advances.

Il termine utilizzato dai paleontologi per descrivere la scoperta è "amber biota": la prima parte sta ovviamente a indicare l'ambra, mentre biota si riferisce alla somma di tutte le specie animali e vegetali presenti nell'area. Che in questo caso hanno lasciato traccia del loro passaggio proprio grazie all'ambra: tra il 2010 e il 2019, il gruppo di ricerca ha estratto circa 25.000 pezzi di resina fossile contenenti tracce animali o vegetali, a cui vanno aggiunte altre 5.000 piante fossilizzate in altro modo.

QUANTA RICCHEZZA! Questo bottino rende il biota di Zhangpu il più ricco di biodiversità tra quelli che abbiamo trovato finora, almeno se parliamo di foreste pluviali stagionali: tra le piante sono stati ritrovati frutti di Dipterocarpacee (molto diffuse anche nelle foreste pluviali attuali), diversi legumi e le foglie di 78 specie diverse di alberi ad alto fusto, mentre tra gli animali spiccano gli artropodi, con più di 250 famiglie diverse, 200 delle quali solo di insetti. La straordinaria capacità di conservazione dell'ambra ha permesso anche di ritrovare funghi, chiocciole, muschi e persino qualche piuma di uccello.

L'aspetto più sorprendente di questo tesoro non è tanto la sua ricchezza (il biota di Zhangpu è il quarto più ricco al mondo tra quelli "a base di ambra", indipendentemente dall'ecosistema che custodiscono), quanto il fatto che la gran parte delle specie ritrovate, sia di piante sia di animali, appartengono a generi che esistono ancora oggi, e occupano quelle stesse aree. Questo significa che l'odierna foresta pluviale di Zhangpu è molto simile a com'era 14,7 milioni di anni fa, la data a cui risalgono i pezzi di ambra, ed è quindi una sorta di museo a cielo aperto che ci racconta com'era quella regione nel Miocene.

Attenzione al futuro. Non mancano le differenze, ovviamente: al tempo la foresta era più vasta, e si spingeva più a nord di quanto faccia oggi, perché climaticamente l'area era caratterizzata da inverni più caldi di quelli attuali. Questo ci dice qualcosa anche su quello che potrebbe succedere nei prossimi anni, con l'aumento delle temperature medie anche durante la stagione fredda: una condizione che potrebbe favorire una nuova espansione della foresta pluviale. Se non la tagliamo prima noi...

16 maggio 2021 Gabriele Ferrari
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