Animali

L'effetto dei farmaci sugli organismi marini

Il nostro smodato consumo di farmaci influenza la vita degli animali acquatici. I composti che usiamo per combattere ansia e depressione cambiano il comportamento di crostacei e molluschi.

Come se non bastassero le tonnellate di sostanze inquinanti che industria e agricoltura sversano nei fiumi e nei laghi, si è scoperto che anche minutissime quantità di farmaci cambiano radicalmente la biologia di molte specie acquatiche. In particolare due ricercatori statunitensi e americani (Peter Fonga e Alex Ford) hanno investigato su cosa accade in molluschi e crostacei sottoposti a una particolare classe di farmaci, gli antidepressivi. Molto usati dalla nostra specie, queste sostanze vanno di solito a influenzare, nell’uomo, il metabolismo di alcune sostanze che trasmettono il segnale tra i neuroni, cioè serotonina, dopamina e noradrenalina.

Crostacei aggressivi. Dopo essere “passati” attraverso il nostro corpo, vanno a finire attraverso l’urina negli impianti di depurazione o direttamente nei corsi d’acqua, fiumi o mare. Quando arrivano agli oceani, sono estremamente dispersi (pochi nanogrammi, cioè miliardesimi di grammo, per litro) ma anche così cambiano la vita di crostacei e molluschi: nei primi per esempio modificano i ritmi giornalieri, l’aggressività, la riproduzione e lo sviluppo. Per quanto riguarda i molluschi, sconvolgono il comportamento di deposizione delle uova delle conchiglie e distruggono la fecondità e la locomozione nelle lumache di mare. Alcuni gamberi cambiano colore e i mitili diventano grossi e si riproducono prima. Mancano ancora molti dati, dicono i ricercatori, su varie concentrazioni dei farmaci e su altri sistemi viventi che potrebbero essere modificati, ma già così la situazione è piuttosto allarmante.


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10 aprile 2014 Marco Ferrari
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