Il koloa? Sta meglio, grazie

Buone notizie a proposito dell'ultimo uccello endemico delle Hawaii: il koloa, di cui restano 2.200 esemplari, gode di ottima salute.

Koloa
Una mamma koloa con i suoi quattro piccoli, in un canale dell'Ala Moana Beach Park di Honolulu, nelle isole Hawaii (USA). | Shutterstock

Ogni tanto anche dal mondo della conservazione arrivano buone notizie. E quelle pubblicate sulla rivista Molecular Ecology sono particolarmente piacevoli perché giungono da paradiso terrestre: Kauai, nell'arcipelago delle Hawaii, l'ultimo rifugio di un uccello che in questi anni si sta avvicinando pericolosamente all'estinzione.

Parliamo del koloa o germano delle Hawaii, parente del germano reale e specie endemica (l'ultima rimasta, almeno per quel che riguarda le anatre) delle isole americane: oggi ne rimangono circa 2.200 esemplari, la maggior parte dei quali concentrati sull'isola di Kauai, e gli sforzi per conservarli e fermare il loro declino vanno avanti ormai dagli anni Cinquanta del secolo scorso. Lo studio della Colorado State University serve a fare il punto sullo stato dei lavori, e il bilancio è sorprendentemente positivo.

 

Pericolo di... inquinamento. Le minacce per i koloa sono le solite che abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene: cambiamenti climatici, distruzione dell'habitat, inquinamento. Ce n'è però un'altra ancora più insidiosa: la purezza genetica dei koloa, infatti, viene inquinata da anni dall'ibridazione con i germani reali, introdotti negli anni Sessanta per riempire il vuoto lasciato dai loro parenti e che da allora si sono impadroniti del territorio e hanno cominciato ad accoppiarsi con i pochi koloa rimasti. Alla lunga questo porterebbe alla scomparsa della specie endemica, "assorbita" geneticamente da quella più numerosa.

 

Un grande successo.  E invece l'analisi condotta su oltre 400 esemplari di koloa, germano reale e ibridi ha dimostrato che la popolazione di germano delle Hawaii è geneticamente pura. Secondo gli scienziati questo è un bene: la diversità genetica dei koloa è già sufficientemente alta, e l'immissione di altri geni rischierebbe di rovinare quello che al momento è un adattamento perfetto, come dimostra il fatto che gli ibridi non stanno spazzando via gli originali. È un grande successo che premia sessant'anni di sforzi di conservazione: ora la speranza per le Hawaii è che si possa fare lo stesso con altre specie a rischio.

26 novembre 2019 | Gabriele Ferrari