Incontri con gli animali

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Lo scricciolo (Troglodytes troglodytes) è uno dei più piccoli uccelli europei, e fa il nido, di solito, in luoghi nascosti e protetti da rovi e spine. Questo esemplare ha invece deciso di approfittare di un paio di jeans stesi al sole, e ne ha subito riempito una tasca con piume, fili d'erba e frammenti di lana. Il corteggiamento della femmina, la cova e la schiusa delle uova sono andate a buon fine, e anche i piccoli si sono involati senza problemi. Le foto della fotogallery sono di Egidio Trainito, tratte dal libro "Il cercatore di esche", edizioni Calderini.

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I paguri sono crostacei particolari, che hanno perso la dura protezione dell'addome, e devono cercarsi una conchiglia per proteggerlo. Sono diffusi in tutti i mari del mondo, con centinaia di specie di tutte le dimensioni. Si nutrono di tutto quello che trovano nelle loro peregrinazioni, da resti animali a vegetali a prede vive, che afferrano con le robuste chele. Nella caccia sono aiutati dagli occhi, posti su lunghi peduncoli.
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Presenti su tutto il territorio italiano, le bianche garzette (Egretta garzetta) fanno il nido in colonie fitte sugli alberi o su cespugli molto alti. Questi uccelli invece hanno trovato un posto tranquillo in un isolotto al largo della costa della Sardegna. Qui allevano i piccoli al riparo da occhi indiscreti e disturbi umani.

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Il fetonte (Phaeton lepturus), un uccello tropicale dalle lunghe penne della coda, prende il nome dal figlio del dio Apollo e di Climene, che guidò il carro del Sole ma, inesperto, lo condusse troppo vicino a terra. Giove lo fulminò e lo fece precipitare nel Po. Il suo omonimo tropicale è una specie dal volo aggraziato e veloce, presente in tutte le isole del Pacifico e dell'Atlantico.

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Il falco pescatore (Pandion haliaetus) è un grosso uccello da preda che popola le coste di tutti i continenti, escluso l'Antartide. Scomparso da qualche decennio dalla Sardegna, vive con una popolazione di una trentina di coppie nella vicina Corsica, e in particolare nella riserva di Scandola. Come dice il suo nome, si nutre di pesce che cattura al pelo dell'acqua, tuffandosi in picchiata da qualche metro.

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Raro e sempre più cacciato per la sua lentezza e la sua carne, il dugongo (Dugong dugong) si fa vedere sempre più raramente. Questo solitario esemplare ha accompagnato il fotografo in un paio di immersioni nel Mar Rosso, nei pressi di El Quseir. Accompagnato da tre carangidi gialli, che si nutrivano dei piccoli organismi spaventati dal bestione, il dugongo strappava lentamente le alghe sul fondo per mangiarle con placidità. Sembra che dal dugongo, che a volte si solleva sull'acqua, sia nata anche la leggenda delle sirene.
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Il barracuda appartiene a una famiglia di pesci piuttosto diffusa nei mari tropicali del pianeta e anche nel Mediterraneo. I più giovani sono sempre gregari, mentre gli adulti sono solitari. I barracuda spesso si abituano alla presenza dell'uomo, e si lasciano avvicinare anche dai subacquei. La loro fama di pesci pericolosi è dovuta a pochissimi episodi in cui hanno attaccato in condizioni di scarsissima visibilità.

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Uno degli uccelli di maggior successo, il guardabuoi (Bubulcus ibis) ha invaso in poche decine d'anni, partendo dall'Africa, l'America, l'Europa, l'Asia e l'Australia. In Italia i guardabuoi hanno iniziato a nidificare nel 1985, in Sardegna e ora si possono vedere persino alle porte di Milano. In questa immagine, una grande araucaria nel centro del paese di Vila do Bispo, in Portogallo, è addobbata di guardabuoi che vanno a riposarsi ogni sera.

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I gabbiani reali mditerranei (Larus cachinnans) covano le loro uova in colonie piuttosto fitte: vicino al nido il territorio è difeso dalla coppia con energia. Ma ci sono, dice Trainito, momenti della giornata, specie nelle ore centrali, in cui un gabbiano non fa quasi niente. Per questo può accadere che anche questi invadenti spazzini si annoino e, senza alcuna educazione, si mettano a sbadigliare.

Lo scricciolo (Troglodytes troglodytes) è uno dei più piccoli uccelli europei, e fa il nido, di solito, in luoghi nascosti e protetti da rovi e spine. Questo esemplare ha invece deciso di approfittare di un paio di jeans stesi al sole, e ne ha subito riempito una tasca con piume, fili d'erba e frammenti di lana. Il corteggiamento della femmina, la cova e la schiusa delle uova sono andate a buon fine, e anche i piccoli si sono involati senza problemi. Le foto della fotogallery sono di Egidio Trainito, tratte dal libro "Il cercatore di esche", edizioni Calderini.