In una proteina il segreto delle apnee dei capodogli

Questi ed altri mammiferi marini resistono a lungo sott'acqua senza respirare: come fanno? Un nuovo studio svela l'arcano...

mother_and_baby_sperm_whale
Un capodoglio con il suo cucciolo: quando tornano in superficie questi cetacei respirano fino a 70 volte prima di tornare a immergersi, producendo uno spruzzo di acqua e muco. Photo credit: Gabriel Barathieu, Wikimedia Commons

Possiamo anche considerarci primatisti mondiali di apnea, ma i nostri sforzi non eguaglieranno mai le performance dei capodogli, capaci di restare immersi per più di un'ora a meno 2 mila metri di profondità. Da sempre gli scienziati si chiedono come questi ed altri mammiferi marini riescano a sopportare la lunga permanenza sott'acqua senza respirare. Un nuovo studio pubblicato su Science potrebbe aver svelato il mistero.

Tutti i record più incredibili del mondo animale
90 minuti in apnea: parola di foca!

Un gruppo di ricerca dell'Università di Liverpool ha estratto campioni di mioglobina - una proteina che si lega all'ossigeno e lo trasporta nei muscoli durante gli sforzi fisici - da diversi mammiferi marini e non, dalla mucca alla lontra per arrivare ai capodogli. La mioglobina è normalmente responsabile del colore rosso del tessuto muscolare. Nei muscoli dei mammiferi marini specializzati in lunghe immersioni, la concentrazione di mioglobina è talmente alta che i tessuti appaiono blu.

Perché le balene spruzzano acqua? Che cos'è l'ambra grigia? Mille curiosità sui cetacei

I ricercatori hanno individuato una "firma molecolare" - ossia una caratteristica comune - nella mioglobina dei grandi "apneisti" animali: la loro mioglobina è caricata positivamente, un fatto che impedisce a queste proteine di attaccarsi l'una all'altra, come avviene nei mammiferi terrestri (tra cui l'uomo), e consente alla mioglobina di accumularsi nei muscoli trasportando maggiori quantità di ossigeno.

Le più belle foto di cetacei: guarda

Gli scienziati sono quindi riusciti a mappare la quantità e le caratteristiche di questa proteina nei membri dell'albero genealogico dei mammiferi acquatici: la stessa firma molecolare è presente nelle orche ma anche nei castori semi acquatici e nelle foche. «Questa nuova scoperta ci permette di allineare i cambiamenti anatomici occorsi nei mammiferi dutante la transizione tra terra e acqua con la loro effettiva capacità di immersione» ha detto Michael Berenbrink, tra gli autori dello studio. «E ci consente, per esempio, di stimare i tempi di apnea dell'antenato delle balene».

Grandi amici: la fotogallery sui pranzi delle balenottere

Sai chi è il campione mondiale di apnea?

17 Giugno 2013 | Elisabetta Intini

Codice Sconto