Animali

Poveri leoni: per colpa di una formica hanno cambiato la dieta

La formica dalla testa grossa è una delle specie più invasive del mondo. E ora, in Kenya, sta costringendo i leoni a puntare su altre prede. Come?

Quando si sente parlare di insetti invasivi può essere legittimo porsi il dubbio: quanti danni potranno mai fare una formica o una cimice? Una risposta esaustiva arriva dall'Africa, dal Kenya in particolare, ed è stata raccontata in uno studio pubblicato su Science, che spiega come l'arrivo proprio di una formica invasiva stia costringendo i leoni dello Stato africano a modificare la loro dieta: questo perché l'insetto ha un impatto devastante sull'intero ecosistema, a partire dalle formiche locali, che a cascata sta cambiando la vita della rete trofica locale.

L'importanza delle formiche. L'invasore in questione si chiama Pheidole megacephala, e in inglese è nota come "big-headed ant", la formica dalla testa grossa. Originaria di un'isola dell'oceano indiano, probabilmente Mauritius, e scoperta nel XVIII secolo, da allora si è diffusa in tutte le zone tropicali e subtropicali del mondo, ed è considerata una delle 100 specie invasive più dannose. Ma qual è la sua colpa? Per capirlo bisogna partire dalle formiche locali, che si nutrono del nettare di Vachellia drepanolobium, un'acacia che è la specie arborea dominante dell'Africa orientale. In cambio, le formiche mordono gli alberi iniettando nelle foglie e nel tronco acido formico, che non fa nulla alla pianta ma respinge i suoi "predatori": gli elefanti in particolare lo trovano disgustoso, e le acacie morse dalle formiche sono quindi al sicuro dalla distruzione che i pachidermi possono causare.

Il problema è che la formica dalla testa grossa si nutre delle stesse piante, ma non produce acido formico; e siccome è più grossa e aggressiva delle specie locali, può arrivare a "monopolizzare" le piante, che prive della loro protezione vengono strappate o calpestate dagli elefanti: in un'area invasa da Pheidole megacephala, gli alberi vengono distrutti a un ritmo dalle cinque alle sette volte superiore a quello di un'area protetta dalle formiche. Già, ma cosa c'entrano i leoni con tutto questo?

L'invasione avanza. La riduzione della copertura arborea causata dall'invasione delle formiche dalla testa grossa è un grosso problema per i carnivori predatori, in particolare il leone, che è abituato ad andare a caccia sfruttando l'ombra degli alberi per nascondersi. Senza piante, i felini fanno molta più fatica ad andare a caccia: dove sono arrivate le formiche invasive, le uccisioni di zebre sono molto ridotte rispetto alla "media nazionale". Per il momento, per fortuna, questo cambio forzato di dieta non sta creando problemi ai leoni, che hanno semplicemente cambiato dieta dedicandosi a un erbivoro che soffre anch'esso dell'assenza degli alberi: il bufalo del Capo.

Si tratta però di una soluzione locale, e non è detto che possa funzionare anche nel resto dell'Africa: l'avanzata verso ovest delle formiche dalla testa grossa potrebbe, nei prossimi anni, creare enormi disagi a tutti i leoni del continente.

26 gennaio 2024 Gabriele Ferrari
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