Se i bombi fanno la fame, la faremo anche noi

Per questi impollinatori, avere a disposizione polline di un'ampia varietà di piante garantisce il rapido sviluppo delle larve. Se il menu si riduce le larve soffrono, e anche le nostre coltivazioni.

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Se vogliamo mantenere una dieta variegata, occorre che lo sia anche quella dei bombi. | Shutterstock

Spesso trascurati a favore delle api, i bombi (Bombus) sono impollinatori fondamentali per la sicurezza alimentare umana: promuovono la biodiversità, ma allo stesso tempo dipendono da essa. Secondo uno studio di recente pubblicato sulla rivista Environmental Entomology, la perdita di diversità delle piante influisce negativamente sull'abbondanza di questi insetti, perché impoverisce la loro alimentazione in una fase critica del loro sviluppo.

 

Distribuzione a pioggia. I bombi sono imenotteri pelosi della stessa famiglia delle api. Diversamente dalle "cugine", però, questi insetti usano l'apparato boccale per scuotere i fiori e far rilasciare loro grandi quantità di polline: un trattamento d'urto essenziale per l'impollinazione di molti raccolti, come quelli di pomodori, fragole, mirtilli, lamponi, peperoni, melanzane, patate - piante alla base della nostra dieta, con le quali i bombi si sono co-evoluti.

 


I primi pasti. Alcuni fattori noti della perdita di questi insetti sono l'utilizzo indiscriminato di insetticidi e i cambiamenti climatici, che restringono l'habitat delle piante di cui si nutrono. L'ultimo lavoro dell'Università della California, Riverside, condotto sui bombi orientali (Bombus impatiens), si è invece concentrato sulla loro dieta nella fase delicata in cui la regina deve costruire un nido.

 

Il ciclo di vita. Rispetto alle api, che si organizzano in colonie stabili, i bombi formano nidi piccoli che in genere non sopravvivono all'inverno. Durante l'estate regina e operaie conducono una vita sociale, impollinando e procurandosi cibo, ma al termine della bella stagione le operaie muoiono: sopravvive invece solo una nuova generazione di regine che, se riesce a riprodursi con successo, andrà poi in ibernazione fino a primavera.

 

Con i primi caldi le nuove regine emergono e vanno alla ricerca di un nido in cui deporre le uova. In questa fase la regina è l'unica a prendersi cura della "casa": fino a fine estate dovrà nutrire e proteggere circa 400 esemplari, nati da altrettante uova deposte in fasi successive.

 

I supermercati, se sparissero le api. |

Crescita più lenta. La varietà del polline dato in pasto alle larve determina la velocità con cui queste si sviluppano: stabilisce, cioè, quante operaie ci saranno ad aiutare la regina con le nuove generazioni. Proprio come l'uomo, i bombi accusano i contraccolpi di una dieta poco varia. Quando gli entomologi hanno nutrito le regine e le larve con varie combinazioni di polline dominate da una singola specie, hanno riscontrato che le nuove leve raggiungevano l'età adulta diversi giorni più tardi del normale. Basta una differenza di pochi giorni per compromettere il successo del nido.

 

Le conseguenze del fenomeno sono esponenziali: per ogni regina persa, non nasceranno centinaia di bombi. Il destino di questi insetti ci deve stare a cuore, perché gli effetti sulle coltivazioni si notano in fretta.

 

20 maggio 2019 | Elisabetta Intini