Immigranti (clandestini) a 4 zampe

Gli esempi di animali che trasferendosi da una regione a un'altra, mettono in crisi la biodiversità, distruggendo piante o scacciando altri animali sono numerosi. In questa fotogallery vi mostriamo le "foto segnaletiche" di alcune specie di invasori.

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Come può una scimmietta così simpatica essere un temibile invasore? Gli esempi di animali che trasferendosi da una regione a un'altra mettono in crisi la biodiversità, distruggendo piante o scacciando altre specie sono numerosi. In questa fotogallery vi mostriamo le "foto segnaletiche" di alcune specie di invasori.

È il caso di questo macaco originario del sud est asiatico giunto nell'isola di Mauritius nel 1600 e diventato il padrone della foresta. Veloce e agile, saltando da un ramo all'altro, fa piazza pulita delle uova degli uccelli endemici, ruba la frutta ad altri animali, e rovina con incursioni e razzie i campi coltivati.

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Gran viaggiatore il serpente arboreo bruno. Intrepido e senza paura, si nasconde negli aerei, sguscia tra la merce, si mimetizza e, arrotolato, aspetta di atterrare. È così che ha raggiunto, negli anni '40, Guam la più grande l'isola della Micronesia, nel Pacifico. Eludendo i controlli, infatti, il velenoso rettile è salito su un aereo militare ed è sbarcato nel nuovo territorio. Originario dell'Australia, dell'Indonesia e della Papua Nuova Guinea, il Boiga da allora ha decimato uccelli e piccoli vertebrati terrestri. Non contento di aver colonizzato l'isola, grazie alla sua ormai collaudata capacità di nascondersi su ogni mezzo di trasporto, è arrivato alle Hawaii, negli Stati Uniti e anche in Spagna.
Foto: © Gordon Rodda, USGS Fort Collins Science Center

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Bella idea portarlo in Australia per proteggere le coltivazioni di canna da zucchero dagli insetti nocivi. Il piano di partenza era che il Bufo marinus, rospo grassottello, vorace e lungo anche 15 centimetri, si cibasse dei fastidiosi distruttori di piantagioni. Ma il rospo non ha apprezzato il piatto d'argento servito dagli agricoltori e si è indirizzato verso altir cibi ed è diventato lui stesso pietanza per gli animali australiani. Ma il rospo è così velenoso che serpenti, lucertole e mammiferi che lo mangiano muoiono avvelenati. Potevano pensarci prima. Ci sarà una ragione se alcune tribù dell'Amazzonia, foresta da dove proviene il Bufo, usano il veleno contenuto nelle sue ghiandole per rendere letali le punte di freccia.

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No, non è un errore. Il gatto è proprio un invasore. Predatore per definizione, casalingo per scelta (nostra), il felino più conosciuto al mondo e addomesticato più di 9000 anni fa, è stato inserito nella lista dei 100 più nocivi animali alieni. Cosmopolita, il gatto mancava solo in Australia e nelle vicine isole oceaniche. Ci ha pensato l'uomo a portarcelo, come cucciolo da compagnia o arma per debellare i topi presenti sulle navi. Mangiatore di lucertole, serpenti, piccoli mammiferi e uccelli di varia natura, si stima che il gatto abbia fatto fuori in poco più di 40 anni, nella sola isola pacifica di Herekopare, paradiso del birdwatching, circa 6 specie di volatili. Meglio tenerlo a croccantini e latte sul divano di casa.

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Altro che cappotti, mantelle e giacconi fatti con la pelliccia di nutria. Questi furbi animali si sono insediati lungo le rive dei nostri fiumi. Arrivate negli anni '20 dal sud America per essere allevati per la loro pelliccia, le nutrie, roditori acquatici dalla zampe palmate, scavano gallerie negli argini dei corsi d'acqua, divorano le radici di arbusti e canneti che servono a mantenere stabili le rive e rovinano gli impianti di irrigazione. Beh, volevamo la pelliccia, ora ci teniamo il suo legittimo proprietario.

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Dal Sud Africa alla nuova Zelanda, dalla isole Fiji all'Europa. La maina comune, un uccello dalla testa nera, è ovunque, esportata dall'India per ridurre le popolazioni di insetti nelle zone agricole. Ma sembra che il goloso volatile preferisca la frutta agli artropodi. Si ciba di pesche, albicocche, pere, fragole rovinando le coltivazioni invece di difenderle. Da buon invasore che vuole spazio da colonizzare distrugge i nidi e le uova degli altri uccelli riducendone il numero. Per di più è un gran chiacchierone: appollaiato sui tralicci vicino alle case canta, gracchia, fischietta, sibila tutta la notte disturbando i sonni tranquilli degli umani. Ma questo è il meno.

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Un flagello negli Stati Uniti; questa pianta rampicante infesta, ricopre, soffoca, imprigiona tutto quello che la circonda. Il Kudzu è arrivata negli USA dall'estremo Oriente in occasione di una fiera di botanica alla fine dell'800 e dal quel momento è diventata padrona di boschi, argini di fiumi, bordi di strade, giardini impedendo la fotosintesi alle altre piante alle quali si avvinghia. Con una radice profonda 3 metri, cresce a una velocità incredibile: anche 25 centimetri al giorno durante la primavera. Nei paesi di origine con i suoi rami si fanno cesti pregiati, si mangiano le foglie e con gli estratti dalle radici si producono cosmetici e decotti vasodilatatori. È stata avvistata anche in Italia.
Foto: © Jil M. Swearingen, USDI National Park Service

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Alberello, che a vederlo non è un granché, in realtà è una vera e propria idrovora. La tamerice, che infesta le zone lunghi i fiumi del sud degli Stati Uniti e del Messico, può assorbire consistenti litri di acqua al giorno lasciando a secco le piante vicine, prosciugando aree paludose e piccole sorgenti. In più, come se non bastasse, dal fusto e dalle foglie, questo arbusto di origine asiatica e sud europea, attraverso delle ghiandole, secerne sali minerali in precedenza estratti dal terreno creando così incrostazioni nel suolo che inibiscono la crescita della flora che ha la sventura di trovarsi una tale spugna come vicina.
Foto: © Steve Dewey, Utah State University

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Attaccata alle carene delle imbarcazioni con il poderoso bisso (fascio di filamenti che aderisce alle superfici), nelle acque di zavorra delle navi, tra i carichi di pesce ma anche tra le piume delle oche o nelle mute dei subacquei. Le inventa proprio tutte la cozza zebrata, poco appetitoso mollusco, per invadere le acque dolci di tanti continenti. Originaria del mar Caspio e del mar Nero questo invertebrato predilige arpionarsi ai ponti sui fiumi, agli impianti idraulici e di prelievo dell'acqua. E più si è, meglio è: in un solo metro quadrato di una stazione di depurazione americana, furono trovati circa 70.000 individui tutti attaccati uno all'altro.
Foto: © Randy Westbrooks, U.S. Geological Survey

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Da solo non ce l'avrebbe mai fatta a passare le Alpi. Ma come spesso accade, l'uomo lo ha aiutato ed ecco che il Rutilo è arrivato nei nostri laghi. Portato dai corsi d'acqua più freddi dell'Europa del nord per la pesca sportiva, questo pesce ha invaso il lago Maggiore, quello di Como ma anche il Ticino e il Po. Trovando in bel teporino e tanto cibo appetitoso il Rutilo, che si riproduce molto in fretta, ha fatto scomparire, per esempio, dal lago di Lugano l'alborella. A causa del suo scarso valore commerciale questo alieno, che raggiunge anche i 45 centimetri di lunghezza, continua a sguazzare indisturbato nelle nostre acque. La cosa grave è che non è l'unico: pesce siluro, gambusia, rodeo amaro, anguilla americana gli fanno compagnia.

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All´inizio invade le città, costruendo i nidi sotto i tetti, nelle crepe delle case e infliggendo, con le sue punture, problemi e fastidi agli umani. Poi si sposta verso le campagne, le foreste e i boschi dove compete con gli uccelli e gli altri insetti per le risorse zuccherine. A sciami vola sopra le coltivazioni e ne mangia i frutti. Ingorda e spazzina fruga nei bidoni dell´immondizia e, non contenta, si avventa sui rifiuti di picnic. La distribuzione della vespa comune è eurasiatica, nordafricana, nordamericana. Con i commerci e i trasporti è arrivata in Australia, in Tasmania, in Nuova Zelanda, in Sud America. Oltre il danno la beffa: non produce neanche il miele.

Come può una scimmietta così simpatica essere un temibile invasore? Gli esempi di animali che trasferendosi da una regione a un'altra mettono in crisi la biodiversità, distruggendo piante o scacciando altre specie sono numerosi. In questa fotogallery vi mostriamo le "foto segnaletiche" di alcune specie di invasori.

È il caso di questo macaco originario del sud est asiatico giunto nell'isola di Mauritius nel 1600 e diventato il padrone della foresta. Veloce e agile, saltando da un ramo all'altro, fa piazza pulita delle uova degli uccelli endemici, ruba la frutta ad altri animali, e rovina con incursioni e razzie i campi coltivati.