Anche gli animali sono ingannati dalle illusioni ottiche?

Ma soprattutto, in quali situazioni? Uno studio sulle api sottolinea l'importanza del contesto in cui gli scherzi visivi vengono proposti: gli animali lasciati liberi di muoversi li colgono più facilmente.

illusioniapi
Alcuni fiori ingannano il sistema visivo delle api per apparire più grandi, colorati e appetibili.|Shutterstock

Il nostro cervello si imbatte nelle illusioni ottiche in continuazione: pensate a una Luna piena che, accanto ai grattacieli di una città, appare gigante; o a quegli stessi grattacieli che, visti da lontano, sembrano alti quanto un mignolo.

 

Questi scherzi della percezione sono fondamentali per trarre informazioni visive adatte al contesto. Ora uno studio sulle api dimostra che, affinché anche gli animali colgano le illusioni ottiche di dimensione, è fondamentale che, come l'uomo, possano muoversi liberamente e relazionarle al resto della scena.

 

La ricerca pubblicata su Proceedings of the Royal Society B offre alcune spiegazioni interessanti sull'evoluzione delle illusioni ottiche nei vari sistemi visivi.

 

I due cerchi al centro hanno le stesse dimensioni? Sì: se non vi sembra vero, siete in piena illusione di Ebbinghaus. | Scarlett Howard

Chi la vede, e chi no. Le illusioni ottiche sono errori di percezione che ci aiutano a rendere ragione di informazioni visive complesse. Una delle più note è quella di Ebbinghaus (vedi immagine qui sopra) nella quale due cerchi identici sembrano avere dimensioni diverse a seconda degli oggetti che li circondano.

 

Alcune specie animali percepiscono questa illusione esattamente come noi: è così per i delfini tursiopi, per gli uccelli giardinieri, i polli domestici e i pesci d'acqua dolce Xenotoca eiseni. Tuttavia i cani, i galli e i piccioni percepiscono l'illusione esattamente opposta rispetto a quella che vediamo, mentre i babbuini non l'avvertono affatto. Che cosa determina il fatto di cogliere o meno l'effetto?

Due condizioni. Per rispondere a questa domanda, alcuni scienziati del Royal Melbourne Institute of Technology in Australia hanno ideato un esperimento con le api. Hanno creato una versione dell'illusione geometrica di dimensioni che gli insetti potessero cogliere e comunicare, e l'hanno testata in due diverse situazioni: su api bloccate a una data distanza, e su api libere di avvicinarsi e allontanarsi.

 

Solo il secondo gruppo di insetti (quello libero di spostarsi) è riuscito a percepire l'illusione: il sospetto è che anche nei passati esperimenti, il contesto visivo abbia giocato un ruolo, e che di questo elemento non si sia tenuto conto abbastanza.

 

Una dote utile. La teoria più probabile è che la capacità di vedere le illusioni ottiche sia il risultato di una convergenza evolutiva: si sarebbe cioè evoluta più volte in modo indipendente in ciascuna specie. Tornando alle api, questa abilità avrebbe giocato un ruolo chiave nella ricerca di fiori da impollinare: alcuni fiori illudono le api libere di volare, facendo apparire più grandi le aree che racchiudono il nettare. 

 

28 Novembre 2017 | Elisabetta Intini