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Il proteo che è rimasto immobile per sette anni

Sette anni senza muoversi dalla sua posizione in una caverna della Bosnia-Erzegovina: il proteo è campione mondiale di immobilità?

Proteo
Un proteo (Proteus anguinus). | Tatiana Dyuvbanova / Shutterstock

Il proteo è un animale curioso e affascinante, una salamandra acquatica endemica delle caverne che percorrono il Carso e le Alpi Dinariche, tra Italia, Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina. Unico rappresentante del suo genere, si è adattato a una vita sotterranea in assenza totale di luce, e infatti è cieco ma con un udito e un olfatto straordinariamente sviluppati. È anche, stando a quanto scoperto da un gruppo di ricercatori della Lorán University di Budapest, uno degli animali più pigri del mondo: la squadra guidata da Gergely Balázs ha infatti studiato, in una caverna in Bosnia-Erzegovina, un esemplare che non si è mosso dalla sua posizione per sette anni.

Vita nelle caverne. Il fatto che il proteo viva al buio completo negli angoli più nascosti di immensi sistemi di caverne ne ha sempre reso difficile lo studio: sappiamo ancora poco del suo comportamento, perché osservarlo nell'oscurità non è semplicissimo. Lo studio del gruppo di Budapest, però, era interessato soprattutto alla loro mobilità, cioè qualcosa che si può studiare anche senza osservazione diretta: nel corso di otto anni, i ricercatori hanno marchiato 19 esemplari e ne hanno studiato i movimenti ricatturandoli a intervalli regolari, per poi liberarli nello stesso punto dove li avevano trovati. Quello che hanno scoperto è che queste salamandre si muovono poco, pochissimo, a volte mai: l'esemplare più attivo ha percorso un totale di 28 metri nel corso di 230 giorni, e la media del gruppo è di 5 metri all'anno. Tra i 19 c'è anche il detentore del record, l'esemplare che è rimasto immobile per sette anni consecutivi.

 

«Perché dovremmo muoverci?». La spiegazione della scarsa attività dei protei è semplice: non hanno bisogno di muoversi granché. Abituati come sono a vivere in un mondo sempre uguale, con pochissime variazioni stagionali e una generalizzata carenza di cibo, si sono adattati a digiunare per anni, conservando le energie. Il risultato è che fanno tutto molto più lentamente, compreso... esistere: possono vivere più di un secolo, e per completare un ciclo riproduttivo impiegano 12 anni. Più che pigri, insomma, sono animali che vivono a una frazione della velocità a cui siamo abituati, e si muovono solo quando è strettamente necessario - il che li rende tra l'altro estremamente sensibili a ogni cambiamento nel loro ambiente, e dunque perfetti come indicatore della salute di un habitat.

 

22 febbraio 2020 | Gabriele Ferrari