Animali

L'invasione dei pesci scorpione

La crescita della temperatura del Mediterraneo favorisce l'insediamento di specie aliene: una di queste è il temibile pesce scorpione.

Testimonianze raccolte tra pescatori e subacquei dimostrano che nel giro di un anno i predatori velenosi noti come pesci scorpione (Pterois miles), hanno colonizzato le acque attorno a Cipro. Il rapporto è di Demetris Kletou, del laboratorio di ricerca ambientale di Limassol (Cipro), ed è pubblicato sulla rivista Marine Biodiversity Records.

«Fino a poco tempo fa gli avvistamenti di pesci scorpione nel Mediterraneo erano relativamente pochi, ma c’erano forti timori che avrebbero potuto colonizzare il nostro mare così come hanno fatto nell’Atlantico occidentale», spiega Kletou, «e così è stato. Abbiamo la certezza che la specie ha colonizzato l’area orientale del mare attorno a Cipro e si sta prepotentemente insediando attorno all’isola.»

Il pesce leone fotografato sui fondali del Mar Rosso © Maria Papinikola

All'origine dell'invasione. I pesci scorpione sono carnivori e possono nutrirsi di una grande varietà di specie. Si riproducono ogni 4 giorni durante tutto l’arco dell’anno, e così nel giro di 12 mesi depongono fino a 2 milioni di uova gelatinose che possono cavalcare le correnti marine e coprire grandi distanze per circa un mese prima di schiudersi.

Aculei velenosi e elevata velocità di riproduzione fanno del pesce leone una specie aliena molto pericolosa per le altre specie del Mediterraneo

La capacità di riprodursi velocemente, insieme alla notevole armatura di spine velenose che scoraggia i predatori, fanno si che riescano a invadere rapidamente le zone in cui riescono ad arrivare.

Le cause che hanno portato il pesce scorpione a trovarsi così bene nel Mediterraneo sono essenzialmente due: da un lato vi è stato l’ampliamento del canale di Suez, che ha permesso ai Miles di spingersi più facilmente dal mar Rosso (loro habitat naturale) al Mediterraneo; e, in secondo luogo, effettuato il passaggio hanno trovato un habitat più confortevole rispetto al passato, per via dell'aumento della temperatura media dell'acqua del Mediterraneo.

1 luglio 2016 Luigi Bignami
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