Ambiente

Il pesce che riconosce i volti umani (e ci sputa sopra)

Una specie pesce arciere tropicale riesce a identificare e "prendere di mira" un volto familiare tra decine di facce, pur avendo un cervello molto più semplice di quello dei primati.

Un pesce tropicale conosciuto per le sue abilità da "cecchino" ha dimostrato di saper distinguere con grande accuratezza i volti umani, pur non avendo la neocorteccia, la parte evolutivamente più recente della corteccia cerebrale, deputata alle elaborazioni cognitive più complesse, che permette ai primati e ad altri animali "intelligenti" di riconoscere le facce familiari.

Pistole ad acqua. La creatura "prodigio" è una specie di pesce arciere (Toxotes chatareus) dalle spiccate abilità visive, diffusa nelle acque dolci e salmastre di Sudest asiatico e Australia. Gli archerfish cacciano insetti sputando getti d'acqua in aria, e facendo ricadere le prede a portata di fauci.

Lo vedi? Spara! Un gruppo di zoologi dell'Università di Oxford ha insegnato a 8 di questi pesci a sputare non a un insetto, ma a uno di due volti umani mostrati su uno schermo sospeso sopra a un acquario. Quando miravano alla faccia giusta, i pesci ricevevano in cambio del cibo.

A quel punto, il volto noto è stato mischiato tra 44 facce nuove: i pesci hanno sparato al viso familiare in più dell'80% dei casi, anche quando, per rendere la prova più difficile, sono state proposte foto in bianco e nero, o volti con una forma molto standardizzata.

Un dono a sorpresa. Alcuni pesci hanno imparato a distinguere la faccia incriminata al primo colpo; altri hanno richiesto un training più lungo. Ma le percentuali di successo sono notevoli e soprattutto, è la prima volta che un pesce dimostra una simile abilità.

Saper riconoscere un volto umano non è un'abilità da poco: in fondo, le nostre facce hanno tutte una simile conformazione, con due occhi sopra a un naso e a una bocca, e si pensava che solo forme di intelligenza superiore potessero notare le sfumature.

Dall'acqua ai cieli. A quanto pare, invece, anche un vertebrato privo di neocorteccia può avere doti visive estremamente sviluppate, e per riconoscere un viso non serve un cervello complesso. Il nostro si è specializzato in questo senso per processare un gran numero di volti anche nelle condizioni più difficili.

Prima d'ora, anche alcune specie di uccelli avevano dimostrato di distinguere le facce umane: questi volatili però, possiedono una struttura cerebrale simile alla neocorteccia.

9 giugno 2016 Elisabetta Intini
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