Il parassita che "parla" la lingua delle formiche

Un coleottero riesce a introdursi nei formicai simulando alla perfezione non solo i segnali chimici delle formiche, ma anche i suoni emessi dalle varie caste.

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Un coleottero del genere Paussus. | Paul Starosta/Corbis

Un recente studio condotto da ricercatori italiani rivela le nuove e sorprendenti capacità del Paussus favieri, un coleottero parassita, di ingannare le formiche e vagare indisturbato all'interno del formicaio. Era già noto per essere in grado di imitare i segnali chimici (feromoni) degli imenotteri, ora si è scoperto che è capace di simulare tre differenti segnali emessi dalle caste delle operaie, dei guerrieri e delle regine.

 

Infiltrazione perfetta. Il Paussus sembra adottare due strategie: quando deve infiltrarsi in una colonia si limita a replicare la complessa firma chimica delle formiche in modo da non allarmarle e da passare indisturbato. Una volta all'interno, dove se fosse scoperto la reazione sarebbe immediata e letale, migliora ulteriormente il mimetismo copiando i suoni emessi dagli insetti. È in questo modo, dicono i ricercatori, che riesce a cacciarli e nutrirsene indisturbato.

 

La stridulazione. Questa particolare forma di mimetismo è frutto dell'evoluzione di alcuni organi posti vicino alle zampe posteriori del Paussus. Sfregandoli insieme, cioè compiendo l'atto della stridulazione, riesce a variare frequenza e pulsazione dei rumori prodotti a seconda che debba interagire con formiche operaie, guerriere oppure con la regina. Secondo i dati pubblicati dai ricercatori, il mimetismo così ottenuto provoca una totale accettazione del coleottero da parte dei membri del formicaio.

 

Una messinscena fenomenale. «La capacità delle formiche di adottare un sistema di comunicazione altamente sofisticato - si legge nella relazione - è la chiave della loro capacità di agire come un "super organismo", e in questo modo di consolidare una posizione dominante nell'ecosistema.» E il fatto che il Paussus «riesca a cacciare le uova come gli adulti e che possa interagire con la regina senza provocare comportamenti aggressivi, dimostra la straordinaria efficacia della sua messinscena».

 

Meglio della Maculinea. Ricerche precedenti avevano rivelato che anche il bruco della farfalla Maculinea (Phengaris arion) è in grado di emettere un segnale acustico che lo fa "sembrare" un appartenente alla casta delle regine. Così facendo riesce a farsi nutrire dalle formiche fino a quando si sviluppa in pupa. La ricerca condotta sul Paussus è dunque importante per due ragioni. Non è solamente il primo caso documentato di interazione acustica fra coleotteri e formiche: dimostra anche che il comportamento acustico del Paussus è molto più sofisticato di quello della Maculinea.

 

3 agosto 2015 | Aldo Fresia