Il naso più efficiente? La proboscide degli elefanti

L'olfatto più sopraffino del regno animale appartiene agli elefanti (e non ai cani come suggerirebbe il senso comune). Il genoma dell'elefante africano ha ben 2 mila geni che controllano recettori olfattivi.

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Un esemplare di elefante africano.|Roger (Aristocrats-hat), Flickr

Se si pensa a un animale con un fiuto da record viene in mente un segugio da tartufi. Ma ora la scienza conferma quello che l'occhio poteva - forse - intuire: i mammiferi con il più avanzato senso dell'olfatto sono anche quelli con il naso più lungo, gli elefanti.

 

Ultraspecializzati. Gli elefanti africani (Loxodonta africana) vantano il maggior numero di geni specializzati nella codifica di recettori olfattivi: ben 2 mila, secondo uno studio dell'Università di Tokyo compiuto su circa 10 mila geni e pubblicato sulla rivista Genome Research. I ricercatori hanno comparato il genoma di 13 diverse specie di mammiferi. Avrebbero voluto confrontarne di più ma - spiegano - erano disponibili informazioni esaustive solo per questo numero di specie animali.

Il confronto con l'uomo. Maggiore il numero di geni che esprimono recettori olfattivi, maggiore sarà la precisione di un animale nel captare gli odori. Nel caso degli elefanti, si tratta di un numero record: i cani ne possiedono circa 1000, uomo e scimpanzé - che fanno più affidamento sulla vista, che sull'olfatto - meno di 400.

 

Quello che si avvicina di più, pur con un grande distacco, al prodigioso senso degli elefanti è il ratto, con 1200 geni dedicati all'olfatto. All'appello mancano ancora molte specie animali: non è stato considerato per mancanza di dati sufficienti, per esempio, l'elefante asiatico (Elephas maximus), che potrebbe vantare doti analoghe a quelle del "cugino"(domande, risposte e tante curiosità sui cinque sensi).

Gli altri "superpoteri". La specializzazione degli elefanti sarebbe stata favorita dall'evoluzione, che avrebbe trasformato la loro proboscide - necessaria per afferrare gli oggetti - in un lungo e finissimo naso semovente. Lo studio conferma precedenti scoperte sull'olfatto degli elefanti, come quella secondo la quale i pachidermi saprebbero distinguere, solo dall'odore, un uomo Masai da un Kamba (i primi li cacciano e sono, pertanto, temuti); o quella per cui saprebbero riconoscere lo spostamento di un familiare solamente annusando il terreno imbevuto della sua urina.

18 Agosto 2014 | Elisabetta Intini