Il laboratorio abbandonato dei serpenti

Una galley spettrale, alla scoperta di ciò che resta di un vecchio laboratorio giapponese dove si studiavano i serpenti e si producevano antidoti contro il loro veleno.

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Quella che stiamo per presentarvi è probabilmente una delle gallery più inquietanti di Focus.it
È stata realizzata da Reginald Van de Velde, fotografo belga con l'hobby dei luoghi abbandonati. In queste immagini Van de Velde ha immortalato i resti di un vecchio laboratorio giapponese dove fino a qualche decennio fa si studiavano i serpenti e si producevano gli antidoti contro il loro veleno.

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Nei locali del laboratorio sono ancora conservati decine di campioni di ogni tipo: vasi con rettili in formalina, scheletri, teschi e altre amenità.

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Alcuni degli animali sono così vecchi che la loro pelle si è sbiancata perché ha perso quasi del tutto la pigmentazione originale.

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Van de Velde non ha voluto rivelare l'esatta ubicazione del laboratorio: ha solo detto che si trova da qualche parte tra le colline di Tochigi, in Giappone.

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Ma come fanno i serpenti a uccidere le loro prede? Il veleno contiene neurotossine che danneggiano il sistema nervoso oppure potenti anticoagulanti che provocano nel corpo della vittima numerose emorragie.

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Il siero contro il veleno dei serpenti viene realizzato grazie alla collaborazione di altri animali, per esempio i cavalli, in grado di produrre anticorpi specifici contro le sostanze letali inoculate dai rettili.

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Il siero viene prodotto iniettando in un cavallo piccole dose di veleno. Quando il suo organismo inizia a produrre gli anticorpi capaci di contrastare le tossine del rettile, il suo sangue viene prelevato e trattato opportunamente in modo da separarne il plasma che verrà poi utilizzato per produrre il siero.

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Ad oggi sono note circa 2.700 specie di serpenti diversi. Solo 500 sono però velenose e pericolose per l'uomo.

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Il serpente più letale è la vipera di Russel (vedi). Lunga fino a 170 centimetri, inietta nelle sue vittime dai 20 ai 270 mg di veleno, ma 50-60 sono più che sufficienti per provocare la morte di un uomo adulto.

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La pelle dei serpenti non è elastica e non cresce insieme all'animale che contiene. Per questo motivo una o due volte l'anno i rettili sono costretti a cambiare pelle, come se fosse un vestito diventato stretto.

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Il luogo con la più alta concentrazione di serpenti al mondo è Queimada Grande, un atollo dell'Atlantico a 40 Km da San Paolo del Brasile (vedi).
Secondo i ricercatori dello Smithsonian Institute questo atollo di 4.000 metri quadri di superficie ospita tra i 2.000 e i 4.000 rettili. Tra questi numerosi esemplari di ferro di lancia dorato (Bothrops insulari), uno dei crotali più letali al mondo.

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Nonostante l'isola sia severamente controllata dal governo brasiliano, è meta di bracconieri e contrabbandieri che catturano i rettili per venderli al mercato nero a cifre che possono raggiungere i 30.000 dollari per ogni esemplare.

Quella che stiamo per presentarvi è probabilmente una delle gallery più inquietanti di Focus.it
È stata realizzata da Reginald Van de Velde, fotografo belga con l'hobby dei luoghi abbandonati. In queste immagini Van de Velde ha immortalato i resti di un vecchio laboratorio giapponese dove fino a qualche decennio fa si studiavano i serpenti e si producevano gli antidoti contro il loro veleno.