Il gorilla e il suo soccorritore: la foto più amata nel Wildlife photographer of the year

La vicenda dietro allo scatto che ha vinto il premio della giuria popolare nel prestigioso concorso di fotografia naturalistica: una doppia storia di salvezza.

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Pikin e Appolinaire.|Jo-Anne McArthur/Natural History Museum

I vincitori del Wildlife Photographer of the Year, il prestigioso concorso dedicato a Natura e Animali del Natural History Museum di Londra, sono stati annunciati lo scorso ottobre.

 

Ma nelle ultime ore è stata proclamata la foto vincitrice del People's Choice Award, la sezione di gara che chiede al grande pubblico - e non a una giuria specializzata - di votare il proprio scatto preferito.

 

Pikin e Appolinaire, i protagonisti di questo abbraccio in bianco e nero, hanno sbaragliato la concorrenza delle altre 24 foto in lizza per il voto popolare.

 

Salvata. L'immagine è del 2009 (non ci sono limiti temporali per iscrivere una foto al concorso) ed è stata catturata dalla fotoreporter canadese Jo-Anne McArthur a Mefou, Camerun. Pikin, un cucciolo femmina di gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla) era rimasta orfana dopo che la madre era stata catturata e venduta come bushmeat, carne selvatica di specie a rischio.

 

I baby gorilla hanno meno carne degli adulti e i bracconieri li lasciano spesso a morire da soli nella foresta: fortunatamente Pikin è stata trovata e tratta in salvo da Ape Action Africa, un'organizzazione che si dedica alla conservazione di gorilla e scimpanzé. La foto è stata scattata mentre Pikin veniva trasportata verso un'area protetta gestita dal gruppo, dove la scimmia, sfamata e curata, avrebbe potuto stare con i suoi simili.

 

Al sicuro. L'animale è stato sedato - sarebbe altrimenti impossibile far entrare un gorilla in un'auto, e tenerlo calmo - e affidata ad Appolinaire Ndohoudou, che lavora ancora oggi nell'associazione. Durante il viaggio Pikin si è svegliata e si è guardata attorno con aria assonnata, prima di riaddormentarsi tranquilla tra le braccia del suo soccorritore. Prima di arrivare in Cameroon, Appolinaire era stato costretto a fuggire dalla sua casa in Chad a causa di una guerra civile. Lavorando con Ape Action Africa si è ricostruito una vita.

 

Come è andata a finire. A gennaio, quando la foto è stata scelta tra le finaliste, Jo-Anne McArthur ha ricontattato Appolinaire per avere notizie dei protagonisti: l'uomo ha raccontato di aver instaurato con il gorilla, morto nel 2014, un legame speciale, quasi paterno: la scimmia era gelosa delle sue interazioni con gli altri primati, e gli obbediva (salvo ricominciare a seguire i suoi interessi non appena pensava che il rimprovero fosse dimenticato).

 

14 Febbraio 2018 | Elisabetta Intini

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