Il caso dei vermi con l'aspetto immutato da milioni di anni

Un genere di vermi (Stygocapitella), nonostante l'evoluzione di 275 milioni di anni, ha conservato il proprio aspetto (quasi) immutato.

Spiaggia
I vermi del genere Stygocapitella popolano varie spiagge sabbiose del mondo. | David Prahl | Shutterstock

Una ricerca condotta da un team di biologi del Natural History Museum dell'Università di Oslo (Norvegia) e pubblicata su Evolution, ha analizzato l'evoluzione di un particolare genere di anellidi (annelida), gli Stygocapitella, piccoli vermi che abitano da milioni di anni le spiagge di tutto il mondo: la loro (mancata) evoluzione "estetica" rappresenterebbe uno dei casi più estremi di "stasi morfologica".

 

In 275 milioni di anni gli Stygocapitella si sarebbero evoluti in dieci specie distinte e in quattro morfotipi, tre dei quali praticamente identici tra loro: in altre parole, esisterebbero diverse specie indistinguibili dal punto di vista estetico, perché (quasi) identiche.

Stygocapitella
In alto, uno Stygocapitella josemariobrancoi (Plymouth, UK). In basso, uno Stygocapitella furcata (USA). | José Cerca, Christian Meyer, Günter Purschke, Torsten H. Struck

L'abito non fa il monaco. L'assenza di mutamenti morfologici è un tratto distintivo dei cosiddetti complessi di specie criptiche, ovvero specie diverse con tratti morfologici uguali o quasi identici. «Queste specie possono aiutarci a capire come procede l'evoluzione in assenza di cambiamenti morfologici, e quali sono i fattori che giocano un ruolo importante in questi casi», spiega il professor Torsten Struck del Natural History Museum. Due delle specie di Stygocapitella analizzate nello studio si sono separate ai tempi dei brachiosauri, ma, 140 milioni di anni dopo, il loro aspetto è rimasto invariato. L'apparenza però inganna: le analisi molecolari hanno infatti rivelato che le due specie sono geneticamente molto diverse, e isolate dal punto di vista riproduttivo.

Un lento cambiamento. Secondo gli studiosi, la mancanza di un mutamento morfologico potrebbe essere dovuta al fatto che l'habitat di questi vermi non ha subìto cambi repentini, permettendo loro di adattarsi all'ambiente un po' alla volta: «Le spiagge sono sempre state come le vediamo oggi», spiega José Cerca, autore dello studio. «Il nostro sospetto è che questi vermi siano rimasti nello stesso ambiente per milioni e milioni di anni, adattandosi perfettamente alla natura circostante».

22 gennaio 2020 | Chiara Guzzonato