Animali

Una musica bestiale

Gli indri, una specie di lemuri, hanno canti complessi e... il senso del ritmo. Come hanno scoperto gli scienziati. Ascoltateli.

Che cos'hanno in comune i gruppi pop e gli indri, lemuri del Madagascar? Uno spiccato senso del ritmo. Fondamentale per i musicisti, naturale per noi umani e per alcuni altri animali come gli uccelli. Ma è una "capacità" rara nel mondo animale: una ricerca, condotta da un team internazionale che include ricercatori dell'Università di Torino e dell'Istituto Max Planck di Psicolinguistica di Nimega (NL) ha però evidenziato che gli indri (Indri indri) hanno appunto il senso del ritmo.

VOCALIZZAZIONI. Sul numero di Focus in edicola trovate un approfondimento sul tema. Ma cominciamo dall'inizio. Che vocalizzazioni usano gli indri? "Ne emettono una decina diverse. Alcune hanno la funzione di allertare il gruppo se c'è un predatore; altre sono utilizzate per mantenere il contatto durante gli spostamenti del gruppo, sono comunicazioni tra madre e figli, o anche interazioni aggressive", ci spiega Marco Gamba, dell'Università di Torino. Oltre a queste vocalizzazioni, però, gli indri hanno veri e propri canti. "Le vocalizzazioni sono emesse singolarmente o da più individui. Ma i canti sono emessi esclusivamente in gruppo, in modo corale. Possiamo definirli canti perché sono lunghe sequenze di suoni che posseggono una struttura gerarchica e una spiccata variazione di frequenza", continua Gamba. "E sono legati alla comunicazione a lunga distanza. Ci sono tre tipologie. Una per segnalare la posizione di un gruppo nel proprio territorio. Una seconda quando due gruppi che vivono in territori adiacenti si incontrano sui confini: è un vero confronto vocale tra i gruppi e solo raramente scaturisce in uno scontro fisico. La terza è il canto "di coesione", quando due individui di un gruppo si incontrano dopo che si erano dispersi nel proprio territorio".

TRATTI UNIVERSALI. La ricerca ha mostrato che nei canti degli indri esistono dei ritmi, ovvero regolarità negli intervalli tra le note. "Nonostante la musica umana sia caratterizzata da estrema variabilità, esistono tratti musicali presenti in tutte le culture. Li chiamiamo universali musicali. Esistono 6 universali ritmici e ne abbiamo trovati 2 negli Indri. Sono il senso dell'isocronia, cioe la regolarita metronomica, come quella delle lancette di un orologio, e la suddivisione binaria: è quella che si ritrova per esempio nelle marce, quando un intervallo di tempo si suddivide in due parti", spiega Andrea Ravignani dell'Istituto Max Planck di Psicolinguistica di Nimega. È un passo avanti nel capire quanto la musica sia presente nel mondo animale. Come continua Ravignani, "La musica umana richiede un certo numero di "mattoncini". Quello che abbiamo visto è che, per ogni mattoncino musicale umano, troviamo almeno una specie che lo ha. Gli indri hanno quello delle categorie ritmiche. Le foche (altra specie con cui lavoro) hanno quello dell'apprendimento e della modulazione vocale: è cio che usiamo quando cantiamo. Gli scimpanzé sono propensi a produrre suono via percussione, ma hanno scarse capacita ritmiche, e cosi via. Nessuna specie possiede il pacchetto musicale umano, ma con con molte ne condividiamo singoli aspetti".

NELLA FORESTA. I canti degli indri sono stati registrati nel pluriennale lavoro di ricerca svolto dal team dell'Università di Torino. "Abbiamo iniziato a lavorare in modo regolare in Madagascar dal 2003", conclude Marco Gamba. "I campionamenti sistematici dei suoni di indri sono stati avviati nel 2004 e sono proseguiti annualmente fino a prima del lockdown Covid, quando abbiamo comunque ottenuto alcune registrazioni grazie al lavoro delle nostre guide e degli studenti che abbiamo formato in Madagascar. Da quest'anno abbiamo ripreso regolarmente a lavorare, in un piccolo centro di ricerca nel mezzo della foresta di Maromizaha. La sveglia suona alle cinque e ci addentriamo nella foresta alla ricerca di un gruppo di indri. Le nostre guide di ricerca locali cercano gli animali e poi ci aiutano ad arrivare a 20-30 metri, in modo da condurre le osservazioni etologiche ed effettuare le registrazioni in modo ottimale. Ogni giorno, un gruppo di lavoro si concentra su di un unico gruppo di indri. Gli indri sono tutti identificati individualmente grazie alle chiazze di pelo e alle caratteristiche peculiari (colore della coda, segni sul muso, orecchie più o meno pelose). Le osservazioni finiscono prima delle 14. Tornati al campo, riorganizziamo i dati raccolti (comportamenti, registrazioni dei canti)".

13 agosto 2022 Giovanna Camardo
Tag ambiente - animali -
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