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Il cane mi fa i dispetti

Anche quando non sono più cuccioli capita che i cani combinino guai quando stanno da soli. Come interpretare questi segnali?   Esistono delle...

Anche quando non sono più cuccioli capita che i cani combinino guai quando stanno da soli. Come interpretare questi segnali?

 

Esistono delle differenze fra il comportamento osservato dai proprietari e la reale comunicazione del cane. E spesso fraintendiamo, interpretando in modo errato i segnali della comunicazione canina.

 

Ecco qualche esempio:

 

 

Mi fa i dispetti. Può succedere che il proprietario tornando a casa al termine di una giornata di lavoro trovi una serie di danni in casa: porte grattate, divano distrutto, ciabatte o altri indumenti fatti a pezzi, la pattumiera sparsa per casa, feci e urina in vari punti della sala.

 

 

Ciò che il proprietario interpreta come “dispetto” è in realtà il risultato di un notevole stato di ansia e di stress vissuto dall’animale che non è in grado di sopportare il distacco dal proprietario.

 

La soluzione per questo disturbo comportamentale è spesso complessa e di lunga durata e nei casi più complessi richiede una terapia comportamentale (rivolgendosi a veterinari specializzati nel comportamento dei cani) e qualche volta richiede anche una terapia farmacologia di sostegno.

 

 

Sa di aver sbagliato e di aver fatto qualcosa che non doveva fare. Ecco un’altra interpretazione sbagliata di un comportamento del cane.

 

Può succedere che il proprietario dell’esempio precedente, nel momento stesso in cui entra in casa, si trovi davanti al suo cane con orecchie basse, sguardo rivolto altrove, immobile nella cuccia o nascosto sotto qualche mobile.

 

A questo punto è facile per il proprietario collegare il comportamento del cane al disastro trovato in casa e interpretare questo comportamento come un segnale di “pentimento” da parte dell’animale.
Ma la realtà è un’altra: il cane capisce che il proprietario è arrabbiato con lui, legge perfettamente il tono della sua voce e il suo linguaggio posturale e sa che quel tono e quei segnali posturali sono stati seguiti, in altre occasioni, da una punizione vocale o fisica.

 

Il problema però è che non collega l’atteggiamento arrabbiato del proprietario al disastro che ha combinato (perché è ormai passato troppo tempo dal momento in cui ha combinato il disastro). Questo comporta da parte del cane un aumento di ansia perché non capisce il motivo della punizione.