I vincitori del Wildlife Photographer of the year 2014

Scorpioni sulla difensiva, leonesse addormentate e affascinanti creature marine sono solo alcuni dei soggetti immortalati nel prestigioso concorso, quest'anno alla sua 50esima edizione. Un compleanno a tutto tondo celebrato da scatti che ritraggono la Natura in tutto il suo splendore.

Cinquant'anni di concorso, 42 mila foto inviate da 96 paesi diversi: sono solo alcuni dei numeri che hanno caratterizzato, quest'anno il premio di fotografia naturalistica più prestigioso al mondo, indetto dal Natural History Museum e BBC Worldwide.
Lo scatto vincente è un'immagine quasi primitiva, nella sua selvaggia bellezza. Michael "Nick" Nichols, dagli USA, si è classificato primo in assoluto con questa foto che ritrae un gruppo di leonesse nel Parco Nazionale del Serengeti (Tanzania). Le 5 femmine del branco di Vumbi riposano insieme ai cuccioli su una formazione rocciosa isolata in mezzo alla pianura. Il fotografo le seguiva da mesi, alla ricerca del click perfetto: al momento dello scatto, i felini erano reduci da un attacco a un maschio, allontanato e respinto dal gruppo. Nichols li ha immortalati all'infrarosso, per azzerare la foschia e riportare la scena a una sorta di primordiale semplicità: un contesto in cui i leoni non fanno paura.

Uno scatto pericoloso per un giovanissimo vincitore: Carlos Perez Naval, che ha trionfato nella categoria del concorso riservata ai fotografi dai 10 anni in giù, ha scelto come soggetto uno scorpione trovato su una roccia vicino alla sua casa di Torralba de los Sisones, nordest della Spagna. L'animale si è accorto della presenza del ragazzo, e ha alzato la coda in segno di minaccia. Messa da parte la paura, Carlos è riuscito comunque a realizzare una doppia esposizione - la prima della sua promettente carriera - per immortalare anche il Sole al tramonto, sullo sfondo.

In una gelida notte di gennaio Łukasz Bożycki si è introdotto in tre bunker abbandonati, costruiti dai nazisti nel nord della Polonia durante la Seconda Guerra Mondiale. A dire il vero si introduceva in questi bunker tutte le notti per studiare il letargo dei pipistelli. Questi chirotteri erano avvolti nel torpore più completo (fanno un respiro ogni 90 minuti). Grazie a un gioco di luci Łukasz e il suo collega Piotr sono risucitia fare questo scatto. A causa delle temperature rigidissime Piotr si è ammalato di polmonite ed è morto. Questa foto è dedicata a lui.

Finalista nella categoria "World in our Hands", dedicata alla fotografia a sfondo sociale questo macabro e triste scatto di un grande squalo bianco (Carcharodon carcharias) con la mandibola dilaniata da un amo. Il bestione deve aver strenuamente lottato per liberarsi, prima di soffocare. La scena è stata catturata al largo di Baja California, in Messico, dove pratiche di pesca estensiva, con lunghe file di esche tese a catturare gli squali, stanno uccidendo decine di migliaia di questi animali ogni anno.

Anche l'italiano Bruno D'Amicis è tra i finalisti della categoria "World in our Hands". Lo scatto ritrae un ragazzo tunisino che prova a vendere al fotografo un cucciolo di fennec di tre mesi, una volpe selvatica che si trova nel deserto del Sahara. Bruno ha condotto un reportage fotografico sul commercio illegale di questa e altre specie, vendute in un contesto sociale fortemente segnato dallo sfruttamento sconsiderato del territorio, da pratiche turistiche non eque e dalle conseguenze sociali della Primavera Araba.

Finalista nella categoria dedicata alle foto in bianco e nero è questo scatto che ritrae uno stormo di damigelle di Numidia (Anthropoides virgo) radunatosi a Khichan, nel Rajasthan indiano. Qui i pennuti riposano durante la migrazione, e si nutrono del mangime lasciato dai cittadini. Il fotografo ha lasciato lo scatto in bianco e nero per ridurre al minimo le distrazioni e focalizzare l'attenzione sul caotico movimento d'ali.

Poco dopo l'eruzione del vulcano Puyehue-Cordón Caulle, nel sud del Cile, Francisco Negroni, vincitore nella categoria "Earth's Environments" ha raggiunto la montagna in attesa di spettacolari fulmini vulcanici. Una scena apocalittica che non ha tardato a presentarsi. I fulmini vulcanici sono un fenomeno piuttosto raro associato all'elettricità statica che si accumula in corrispondenza delle grandi colonne di cenere emesse nelle eruzioni.

Tra i finalisti della categoria tra gli 11 e i 14 anni è arrivata anche questa foto di una biscia di poco più di un metro di lunghezza che non ha spaventato Marc Montes, anzi.

Finalista nella categoria dedicata alla fotografia subacquea è questo scatto di un piccolo animale planctonico, un calamaro della specie Ancistrocheirus lesueurii, fotografato al largo di Tahiti. L'animale è lungo appena 3 centimetri, nonché molto sensibile alla luce e al movimento. Eppure è stato ritratto da molto vicino nella ricchezza di colori e di puntini che lo caratterizza.

Jess Findlay, dal Canada, è tra i finalisti della categoria dedicata alle foto di uccelli. Qui vediamo una specie di succiacapre o caprimulgo (Nyctidromus albicollis), un uccello delle dimensioni di un merlo il cui canto ricorda il rombo di un motorino, fotografato nel suo habitat naturale all'interno dell'Estero Llano Grande State Park, in Texas.

Sembra calma e rilassata, ma questa femmina di ghepardo è in realtà sul "chi va là". Il felino è stato fotografato da un giovane fotografo, Leon Petrinos, dalla Grecia, in vacanza con i genitori nella riserva di Maasai Mara, in Kenya. Grazie al teleobiettivo, Leon, 8 anni appena, ha colto lo sguardo spaventato dell'animale, reduce dall'attacco a un impala e desideroso di proteggere il proprio cucciolo, che riposava nelle vicinanze.

Mai dimenticare la fotocamera: nemmeno quando ci si trova in vacanza in un elegante albergo della Costa Rica. L'autore - giovanissimo - di questo scatto, finalista nella categoria 11-14 anni, ha immortalato l'iguana di un metro di lunghezza mentre si trovava a bordo piscina in un lussuoso hotel. Il rettile ha preso il sole per venti minuti, prima di dirigersi verso la spiaggia.

Le ghiandaie siberiane (Perisoreus infaustus) sono ghiotte di salsiccia e formaggio: è quanto ha scoperto Edwin Sahlin, finalista nella categoria di fotografi 15/17enni, durante un picnic insieme alla famiglia, nel nord della Svezia. Gli uccelli si sono mostrati molto interessati al contenuto del suo pranzo, così il giovane fotografo ha scavato una buca nella neve e sparso pezzi di cibo tutt'intorno. I pennuti si sono avvicinati senza paura, e da quella posizione è riuscito a fotografare i colori delle loro penne.

Un evento geologico accaduto mezzo miliardo di anni fa ha dato origine a quanto si vede in questa foto. Sembra una vetrata: il minerale nero è grafite, i "pannelli colorati" sono cristalli di quarzo e feldspato. Bernardo Cesare usa la tecnica delle microfotografie (immagini scattate attraverso microscopi ottici) per studiare rocce e minerali. Esaminando questa roccia estratta da una miniera di Kerala, in India, ha realizzato questa magnifica foto che è tra i finalisti del premio.

"In guardia!" sembra dire un colibrì becco a spada (Ensifera ensifera, sulla destra) al suo avversario, un altro colibrì della specie Coeligena torquata. Il primo dei due pennuti è l'unico ad avere il becco più lungo dell'intero corpo (11 centimetri): l'appendice serve a nutrirsi del nettare di fiori dalla forma lunga e stretta ma anche, evidentemente, a far valere le proprie ragioni territoriali. Finalista nella categoria riservata agli uccelli.

Cinquant'anni di concorso, 42 mila foto inviate da 96 paesi diversi: sono solo alcuni dei numeri che hanno caratterizzato, quest'anno il premio di fotografia naturalistica più prestigioso al mondo, indetto dal Natural History Museum e BBC Worldwide.
Lo scatto vincente è un'immagine quasi primitiva, nella sua selvaggia bellezza. Michael "Nick" Nichols, dagli USA, si è classificato primo in assoluto con questa foto che ritrae un gruppo di leonesse nel Parco Nazionale del Serengeti (Tanzania). Le 5 femmine del branco di Vumbi riposano insieme ai cuccioli su una formazione rocciosa isolata in mezzo alla pianura. Il fotografo le seguiva da mesi, alla ricerca del click perfetto: al momento dello scatto, i felini erano reduci da un attacco a un maschio, allontanato e respinto dal gruppo. Nichols li ha immortalati all'infrarosso, per azzerare la foschia e riportare la scena a una sorta di primordiale semplicità: un contesto in cui i leoni non fanno paura.