Le nuove creature degli abissi

species_01-hrspecies_02-hriconic_45-hrspecies_15-hrcalamaro-vampirospecies_04-hrspecies_19-hriconic_10-hriconic_35-hr1chuneola_paradoxacorolla-ovatasenza-titolo-1iconic_59-hrspecies_06-hrApprofondimenti
species_01-hr

10 anni di ricerche, 2700 scienziati da 80 paesi, 540 spedizioni scientifiche, 30.000.000 di osservazioni, 120.000 specie descritte, 2600 articoli pubblicati: sono i numeri di Census of Marine Life, la più completa e approfondita ricerca sulla biodiversità marina mai condotta nella storia.
Cominciata nel 2000 su iniziativa di un gruppo di scienziati e oceanografi, la ricerca ha esplorato, ai limiti delle tecnologie e delle possibilità umane, ogni angolo di mare e di oceano, scoprendo 6.000 nuove specie e arrivando a completare la descrizione di 1200 di queste. Dopo 10 anni questo enciclopedico studio, di cui Focus.it ha già anticipato alcune scoperte, è finalmente terminato e i risultati sono stati sintetizzati in un rapporto di ricerca pubblicato lo scorso 4 ottobre e disponibile qui.
Volete vedere  le creature più strane che gli scienziati hanno trovato là sotto? Tuffatevi nel blu di questa fotogallery.

Questa grossa lumaca (Alviniconcha sp) è stata scoperta nei pressi di un vulcano sottomarino attivo al largo di Tokyo. Vive in simbiosi con alcuni organismi chemiotrofi che trovano riparo tra le sue branchie. Si tratta di batteri e altri microorganismi capaci di ricavare l'energia necessaria al loro metabolismo da reazioni inorganiche. L'esemplare in questa fotografia è l'unico mai osservato: dove saranno i suoi simili?

© foto Yoshihiro FUJIWARA/JAMSTEC

species_02-hr

Questo microscopico crostaceo (Ceratonotus steiningeri) che non raggiunge il millimetro di lunghezza è stato scoperto nel 2006 nelle acque dell'Angola a oltre 5000 metri di profondità. Pochi mesi più tardi è stato recuperato nell'Atlantico sudorientale e nel Pacifico Centrale. Come abbia potuto non essere scoperto prima vista la sua enorme diffusione per gli scienziati resta un mistero, anche perchè la famiglia dei copepodi alla quale appartiene è la più importante fonte di proteine degli oceani (guarda una balena che pasteggia a zooplancton)
Il Censimento ha permesso di affermare che, in termini di peso, il 90% delle forme di vita marina è di tipo microbico. Il peso dei microbi marini della Terra è  pari  a circa 35 elefanti per ogni persona vivente.

In questo video, co-prodotto con National Geographic, un suggestivo viaggio tra gli ambienti esplorati durante la ricerca.



© foto Jan Michels

iconic_45-hr

Sembra uscito da un film di fantascienza o da uno scherzo di Photoshop, ma in realtà questo gelatinoso animale nasuto esiste davvero ed è un pesce. Il suo nome scientifico è Psychrolutes microporos, mentre quello comune va da "pesce blob" ad altre varianti più o meno fantasiose.
Scoperto nel 2003 al largo della Nuova Zelanda, vive tra i 1000 e i 1300 metri di profondità.
Questo pesce non ha muscoli e quindi non può nuotare. La sua carne, costituita da una massa gelatinosa leggermente meno densa dell'acqua, gli permette di galleggiare a pochi centimetri dal fondo ingerendo ogni sostanza commestibile che si trova a portata della sua bocca.
Rarissimo, è ormai in via di estinzione a causa della pesca a strascico.
Scopri gli animali più brutti del globo in questa puntata di Focus on Top.

© foto NORFANZ Founding Parties Photographer Kerryn Parkingson, Peter McMillan and Andrew Stewart

species_15-hr

Questo vermiciattolo peloso è un polichete (Vigtorniella sp.) recuperato a quasi 1000 metri di profondità nella Sagami Bay, in Giappone. Si trovava all'interno di una whale fall, una zona di pavimento oceanico dove si è adagiata la carcassa di una balena morta.
I resti di questi grandi animali, una volta giunti sul fondo del mare, si trasformano nel giro di poco tempo in veri e propri ecosistemi, con un ciclo di vita che può arrivare fino ai 100 anni, il tempo necessario alla completa decomposizione della balena.
Census for Marine Life ha reso possibile la compilazione di IOBIS (www.iobis.org), il primo elenco completo di specie marine note che, a settembre 2010, aveva già superato le 190.000 unità.

© foto Carlos Moura-CENSAM, Universidade de Aveiro

calamaro-vampiro

L'aspetto inquietante e il nome minaccioso (calamaro vampiro) non rendono giustizia a questo innocuo cefalopode che vive nelle acque scure e profonde dei mari temperati e tropicali.
L'habitat ideale del Vampyroteuthis infernalis è infatti tra i 600 e i 900 metri di profondità, dove la luce del sole non arriva più e dove l'ossigenazione dell'acqua è bassissima.
Come molti altri cefalopodi di profondità, il calamaro vampiro non ha la sacca dell'inchiostro: se si sente minacciato emette dalle punte dei tentacoli un muco bluastro e appiccicoso che gli consente di allontanarsi indisturbato dalla zona pericolosa.

© foto Kim Reisenbichler, MBARI
 

species_04-hr

Una delle più recenti scoperte di questo lungo progetto di ricerca è lo strano mollusco ritratto qui sopra. Trovato nei pressi del vulcano sottomarino di Kairei, nell' Oceano Indiano, ha un guscio multistrato dalla struttura assolutamente inedita: non ne esiste una simile in natura e nemmeno tra le corazze più evolute progettate dall'uomo.
Gli scienziati e gli isituti di ricerca che hanno preso parte al Censimento hanno messo in campo lo stato dell'arte della tecnologia nella ricerca bio-oceanografica:  sono stati per esempio disposti centinana di microfoni dalla California al Canada e fino in Alaska  per sperimentare una rete di tracciatura globale degli animali negli oceani, sono state inventate strutture di monitoraggio autonomo delle barriere coralline per standardizzare la valutazione globale della vita delle barriere coralline e sono stati migliorati i sistemi acustici per misurare la quantità di specie in decine di migliaia di chilometri quadrati. É stato insomma messo a punto un  complesso sistema di osservazione oceanica globale in grado di osservare le forme di vita, ma anche la temperatura dell?acqua e le onde.
In questo video, co-prodotto con National Geographic, una panoramica sulle tecnologie impiegate nel corso della ricerca.


© foto Anders Warén, PNAS Jan. 19, 2010, vol. 107, #3, 987-992

species_19-hr

Sembra un fantasma affiorato da qualche relitto affondato in tempi andati, ma in realtà questa fluttuante creatura (Bathykorus bouilloni) è un'idromedusa che vive nelle acque dell'artico, a oltre 1000 metri di profondità. Scoperta grazie all'impiego di veicoli teleguidati, è piuttosto comune a in queste gelide acque.

© foto© Kevin Raskoff, Monterey Peninsula College, kraskoff@mpc.edu, www.mpcfaculty.net/kevin_raskof

iconic_10-hr

Un altro animale dalle sembianze spettrali si aggira per le profondità dell'artico: è un mollusco semitrasparente (Platybrachium antarcticum) che si ciba di pteropodi, lumache con il guscio.
Ma quante sono le forme di vita che abitano negli oceani? Forse nemmeno il Censimento consentirà di stimare in modo attendibile il numero totale delle specie marina note e sconosciute. I ricercatori sono però concordi nell'ipotizzare almeno un milione di creature viventi diverse che possono essere consideratr specie e decine o addirittura centinaia di milioni i tipi di microbi diversi

iconic_35-hr1

Questa medusa dai colori accesi vive nelle acque artiche a profondità comprese tra i 600 e gli 800 metri. È stata scoperta nel 2007 grazie all'impiego di un veicolo teleguidato per l'esplorazione subacquea che ha anche raccolto il campione ritratto in quest'immagine.

Guarda altre impressionanti immagini di meduse in questo slideshow
.

© foto Kevin Raskoff

chuneola_paradoxa

Questo minuscolo crostaceo (Chuneola paradoxa) lungo meno di mezzo millimetro popola le acque polari e vive come parassita presso le colonie di zooplacton senza guscio, solitamente piccole meduse.
La ricerca ha rilevato come, sui fondali marini, la quantità di forme di vita raggiunga il valore massimo verso le regione polari, lungo i margini continentali, dove le correnti fredde si spostano verso la superficie e le correnti equatoriali divergono.

© foto Russ Hopcroft - University of Alaska Fairbanks & CoML

corolla-ovata

Sembra una medusa ma in realtà questo piccolo invertebrato lungo meno di 2 cm è una lumaca. La Corolla ovata ha abbandonato il guscio calcareo per uno cartilagineo, più leggero, che le serve per tenere ancorati i muscoli utilizzati per nuotare. Cattura il cibo e le sue minuscole prede secernendo un muco appiccicoso.

© foto Russ Hopcroft - University of Alaska Fairbanks & CoML

senza-titolo-1

Questo microscopico gamberetto (Megancityphanes norvegica) lungo appena un paio di millimetri è la più grande specie di krill che popola le acque dell'Artico sub polare. I grandi occhi composti di questo crostaceo, simili a quelli degli insetti, gli servono per cacciare, comunicare e tenere sotto controllo i predatori.
Insieme a molte altre specie di piccoli crostacei forma lo zooplancton, cibo primario di balene, mante, squali balena, pesce azzurro e uccelli acquatici.

© foto Russ Hopcroft - University of Alaska Fairbanks & CoML

iconic_59-hr

Scoperto nel 2005 questo invertebrato marino (Marrus orthocanna) è in realtà una colonia di animali, o meglio di singole unità biologiche composte da tentacoli e stomaci. Lungo fino a 20 centimetri è stato osservato tra i 300 e i 1500 metri di profondità. Appartiene alla famiglia dei sifonofori, la stessa della temuta caravella portoghese (Physalia physalia).

Vuoi sapere tutto sulla Physalia e sulle meduse? Clicca qui
.

© foto Kevin Raskoff

species_06-hr

Un maschio di Leptocheliidae sensu lato, raccolto nelle acque di Lizard Island, sulla Grande Barriera Corallina, al largo delle coste del Queensland (Australia Nord Orientale).

© foto Magda Blazewicz-Paszkowycz, University of Lodz

10 anni di ricerche, 2700 scienziati da 80 paesi, 540 spedizioni scientifiche, 30.000.000 di osservazioni, 120.000 specie descritte, 2600 articoli pubblicati: sono i numeri di Census of Marine Life, la più completa e approfondita ricerca sulla biodiversità marina mai condotta nella storia.
Cominciata nel 2000 su iniziativa di un gruppo di scienziati e oceanografi, la ricerca ha esplorato, ai limiti delle tecnologie e delle possibilità umane, ogni angolo di mare e di oceano, scoprendo 6.000 nuove specie e arrivando a completare la descrizione di 1200 di queste. Dopo 10 anni questo enciclopedico studio, di cui Focus.it ha già anticipato alcune scoperte, è finalmente terminato e i risultati sono stati sintetizzati in un rapporto di ricerca pubblicato lo scorso 4 ottobre e disponibile qui.
Volete vedere  le creature più strane che gli scienziati hanno trovato là sotto? Tuffatevi nel blu di questa fotogallery.

Questa grossa lumaca (Alviniconcha sp) è stata scoperta nei pressi di un vulcano sottomarino attivo al largo di Tokyo. Vive in simbiosi con alcuni organismi chemiotrofi che trovano riparo tra le sue branchie. Si tratta di batteri e altri microorganismi capaci di ricavare l'energia necessaria al loro metabolismo da reazioni inorganiche. L'esemplare in questa fotografia è l'unico mai osservato: dove saranno i suoi simili?

© foto Yoshihiro FUJIWARA/JAMSTEC