La vita segreta dei ricci

Quelli di città hanno imparato ad evitare noi e i nostri cani, modificando ritmi e attività notturne. Ma per l'ibernazione seguono i tempi naturali, nonostante l'abbondanza di cibo.

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Un tipo scontroso e defilato.

Non li vedete, ma ci sono. Hanno solo imparato a vivere nell'ombra, per evitare seccature. I ricci (fam. Erinaceidae) che vivono in città hanno modificato il proprio stile di vita sui movimenti di uomo e animali domestici, per non incorrere in spiacevoli e inaspettati incontri. Lo rivela uno studio dell'università di Amburgo (Germania) presentato a un recente meeting della Society for Experimental Biology.

Meno girovaghi. I ricercatori hanno taggato per 10 mesi, con GPS e sensori di temperatura, 14 ricci provenienti da varie aree rurali e urbane (dai giardini ai parchi pubblici, fino ai lati delle strade), riuscendo così a osservarne i movimenti. I ricci di città hanno un range di spostamenti molto più ristretto (5 ettari contro i 50 dei ricci di campagna).

 

Quando il cane non c'è... I sensori di temperatura, che rivelano gli stati di riposo o ibernazione, hanno invece mostrato che i piccoli mammiferi dormono durante il giorno e aspettano nascosti tra i cespugli che anche l'ultima passeggiata con i cani della giornata sia conclusa. Ad Amburgo, succede dopo le 21:00, ed è a quest'ora che i ricci iniziano a popolare i parchi. Intorno a mezzanotte il "party" notturno è in pieno svolgimento. 

 

Fedeli al letargo. Sorprendentemente, invece, l'ibernazione dei ricci cittadini mantiene i ritmi naturali, nonostante la costante disponibilità di cibo degli ambienti urbani. Un dato importante per chi si occupa della manutenzione del verde metropolitano: i ricci prediligono cespugli e verde più "selvaggio", che vanno pertanto in parte mantenuti.

 

Guarda anche un riccio che si "apre" allo spuntino offerto da un umano:

 

 

 

 

 

 

21 Luglio 2016 | Elisabetta Intini