Animali

I resti di un baby dinosauro

L’aspetto del cucciolo di uno dei predatori più grandi e particolari della storia dedotto da un minuscolo fossile.

Lo spinosauro è un dinosauro carnivoro scoperto qualche anno fa da un gruppo di paleontologi, tra cui alcuni italiani. La sua caratteristica più curiosa e importante era l'acquaticità. La struttura del corpo fa infatti intuire che frequentasse le acque marine, nel periodo Cretaceo, dove trovava anche le prede.

Ora un piccolo frammento fossile, ritrovato tra i reperti conservati fin dal 1999 al Museo di storia naturale di Milano, è stato diagnosticato come appartenente a un cucciolo del predatore. Simone Maganuco​ e Cristiano Dal Sasso​ (due tra gli scopritori dello spinosauro) pensano infatti che il fossile, un artiglio - una cosiddetta falange ungueale - corrisponda alla parte finale della zampa di un piccolo spinosauro.

A differenza di altri predatori, infatti, le unghie erano piatte e allargate, simili a quelle di uccelli acquatici, e perfette per camminare nel fango o addirittura per nuotare. Proprio come faceva lo spinosauro adulto.

Mini-dino. Ipotizzando che i giovani non fossero altro che versioni ridotte degli adulti, si pensa che l’artiglio, lungo 21 millimetri, appartenesse a uno spinosauro lungo circa 1,78 metri. «Questo ritrovamento indica che la zampa degli esemplari più giovani presentava gli stessi adattamenti locomotori osservati negli individui adulti, e che probabilmente tali adattamenti venivano acquisiti molto precocemente, fin dalla nascita», osserva Cristiano Dal Sasso.

1 giugno 2018 Marco Ferrari
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