Perché scompaiono i passeri

I più attenti se ne sono accorti: una delle specie più diffuse, il passero, è quasi scomparso. Ecco il poco che sappiamo del perché non se ne vedono più.

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Un maschio di passero d'Italia. Si distingue dalle specie simili, come il passero domestico, per il vertice del capo marrone anziché grigiastro. La femmina ha colori più smorti.|Wikimedia/L. B. Tettenborn

Quando una specie animale molto diffusa diminuisce rapidamente e drasticamente di numero, le colpe sono di molti fattori messi assieme. Nel caso dei passeri, le “colpe” - secondo gli ornitologi - sono appunto molte e variegate. Da uccellino presente praticamente in tutte le città d’Europa e del mondo, infatti, il passero è in pratica diventato una specie minacciata.

 

In Italia vivono ben quattro specie di uccelli del genere Passer: sono il passero domestico (P. domesticus), diffuso in tutta Europa, il passero d’Italia (P. italiae) tipico del nostro Paese e di poche altre aree, la passera sarda (P. hispaniolensis) diffusa in Sardegna e Sicilia, e la passera mattugia (P. montanus), che si distingue per due macchiette sulle guance. Quasi tutte le specie nidificano in prevalenza nelle città, anche se la mattugia vive bene anche in campagna.

ornitologia, uccelli, Passero Italiano
Passero Italiano (Passer italiae). Specie dimorfica, sinantropa (presente nei centri urbani come uccello stanziale e nidificante), lo troviamo anche nei campi coltivati. Ordinariamente onnivoro, è soprattutto insettivoro durante l'allevamento della prole. Un tempo specie quasi invasiva dei centri abitati, ultimamente la sua consistenza numerica nelle città si è molto ridotta. | Testi a cura di Francesco Chieppa, foto di Antonio La Volpe

Uccellino operaio. Tutti le specie hanno subito, chi più chi meno, una diminuzione anche drastica della popolazione negli ultimi quarant’anni. Nonostante decenni di studi, le cause sono ancora poco chiare e probabilmente variano secondo la nazione e i luoghi in cui vive il passero stesso, non senza alcune curiosità. A Parigi, per esempio, sembra che la diminuzione di oltre il 50% sia più netta nei quartiere in cui gli abitanti sono cambiati nel tempo, da appartenenti alla classe operaia a quelli della piccola e media borghesia, un fenomeno chiamato gentrificazione.

 

Altrove si incolpa la mancanza di insetti: pur essendo prevalentemente granivoro, il passero necessita di molti insetti nel periodo della riproduzione per nutrire i pulcini. Con l’aumento dei pesticidi e la diminuzione degli insetti (uno studio tedesco ha stabilito che stiamo assistenza a una vera e propria apocalisse degli insetti) i passeri non sanno più come dare da mangiare ai loro piccoli.

 

Altri colpevoli. Si parla poi di competizione con altre specie, come lo storno (Sturnus vulgaris) per i buchi dove fare il nido, e la mancanza di semi dati dagli uomini: in India per esempio le donne non sgranano più i cereali davanti alle case e quindi non lasciano più semi per gli uccelli.

 

Cause più generali, che hanno per esempio portato alla scomparsa dei passeri a Londra, possono essere l’inquinamento dell’aria e l’aumento delle popolazioni di gatti domestici, predatori di piccoli uccelli.

 

 

26 Aprile 2018 | Marco Ferrari