I nidi esagerati degli uccelli tessitori

Tondi, compatti e scolpiti come sfere. O grandi, disordinati e affollati come mega-condomini: i rifugi costruiti dai pennuti della famiglia dei Ploceidi sono tra i più complessi e spettacolari del mondo animale. Ecco le foto di queste opere architettoniche naturali.

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Covoni di fieno sistemati sui pali della luce? Sbagliato: quello che vedete è il risultato del lavoro instancabile degli uccelli tessitori (fam. Ploceidae), piccoli pennuti passeriformi dai colori sgargianti e dalle abitudini gregarie, famosi per l'abilità nel costruire nidi dalle forme complesse e di dimensioni extralarge. Più che semplici rifugi le loro "abitazioni" somigliano a hotel a 5 stelle, e caratterizzano i paesaggi dell'Africa subsahariana dove i volatili sono principalmente diffusi.

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La famiglia dei Ploceidi comprende una settantina di specie di uccelli con nomi diversi a seconda delle caratteristiche delle livree. Nella foto, un tessitore testanera dei villaggi (Ploceus cucullatus) impegnato a raccogliere fili d'erba per il proprio nido all'interno di un parco sudafricano.

I maschi della famiglia dei Ploceidi hanno penne sgargianti e si accoppiano con più partner all'interno della colonia. Per conquistare la femmina si appendono a testa in giù al nido, o al suo canovaccio (come nella foto) emettendo vocalizzi e sbattendo le ali.

La costruzione del nido è un lavoro da maschi, ed è anche un momento per attirare, con la prospettiva di una casa confortevole, l'attenzione delle partner. Nella foto, una coppia di tessitori testanera dell'Uganda.

La taglia e la forma del nido, nonché il materiale usato per costruirlo, cambiano di specie in specie. Fili d'erba, fibre ricavate dalle foglie e ramoscelli sono tra le risorse naturali più utilizzate per l'allestimento di un rifugio. La maggior parte dei tessitori costruisce nidi dall'entrata angusta e rivolta verso il basso. Molti ploceidi africani preparano nidi a forma di fiasco rovesciato, altri allestiscono mega "condomini" comunitari per vivere insieme al resto della colonia. Nella foto, un tessitore testarossa (Anaplectes rubriceps).

Molte specie di tessitori sono gregarie e alcune costruiscono nidi collettivi - come quello nella foto - per cercare protezione dai predatori. Alti anche 3 metri e sospesi da terra, questi maxi-nidi possono ospitare anche 100-300 camere separate con ingresso rivolto verso il fondo per le coppie che vi alloggiano.

I nidi-condominio sorgono spesso in prossimità di corsi d'acqua, e rappresentano - dato il numero di pennuti che ospitano - un pericolo per i raccolti dei campi circostanti. Gli uccelli tessitori sono infatti ghiotti di sementi.

I nidi comunitari sono provvisti di lunghe gallerie di accesso; il fatto che siano sospesi garantisce la protezione della covata dai predatori di terra, come i serpenti, mentre la struttura complessa di cunicoli intricati protegge la nidiata dai nemici provenienti dall'alto come rapaci e roditori arboricoli.

L'avvento dell'uomo ha fornito agli uccelli tessitori nuovi materiali costruttivi: non è raro vedere incorporati nei loro nidi pezzi di plastica o lacci accanto a elementi più tradizionali come i fili d'erba.

Anche se i tessitori si trovano anche in Asia, è in Africa, e in particolare in Namibia che si scorgono più facilmente i nidi comunitari: alcuni di questi occupano l'intera chioma di un albero (o un intero palo della luce, come nella foto) e possono resistere anche un secolo, con gli uccelli maschi che aggiungono di volta in volta nuovo materiale al nido costruito dai genitori. Le zone all'interno di un nido sono talvolta divise addirittura per funzione. Vi sono le aree dedicate alla cova, quelle per il riposo degli adulti e quelle adibite a "refettorio".

Covoni di fieno sistemati sui pali della luce? Sbagliato: quello che vedete è il risultato del lavoro instancabile degli uccelli tessitori (fam. Ploceidae), piccoli pennuti passeriformi dai colori sgargianti e dalle abitudini gregarie, famosi per l'abilità nel costruire nidi dalle forme complesse e di dimensioni extralarge. Più che semplici rifugi le loro "abitazioni" somigliano a hotel a 5 stelle, e caratterizzano i paesaggi dell'Africa subsahariana dove i volatili sono principalmente diffusi.

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